Chernobyl, entro il 2015 un nuovo sito di contenimento

Fukushima non è l’unico problema nucleare dei giorni odierni. La Centrale di Chernobyl deve riuscire a portare a termine il piano di Shelter (SIP) che prevede l’isolamento fisico del sito di Chernobyl.

Occorrono 550.000.000€ per equilibrare il bilancio e poter costruire una struttura isolante, una sorta di sarcofago che svolgerà un ruolo di contenimento nei riguardi del reattore danneggiato.

La mega struttura sarà in acciaio e cemento, larga 257 metri e lunga 150 m per 105 metri di altezza. Lo scopo del “Sarcofago previsto dal SIP“? Contenere i materiali radioattivi ma anche prevenire l’intrusione di acqua piovana e neve che negli anni passati, non essendoci protezione, poteva alloggiarsi comodamente.

Il “sarcofago protettivo potrebbe rendere -finalmente- possibile lo smantellamento del reattore distrutto. Cosa impedisce la costruzione di questo sarcofago? L’economia.

Nel 1997, fu lanciato il SIP, dopo un accordo tra i paesi del G7, l’Unione Europea e l’Ucraina, questi ritennero necessari 555 milioni per finanziare l’intero programma. 10 anni dopo, nel 2007, aumentarono fino a toccare un miliardo di euro. Secondo la BERS, la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, che gestisce i fondi destinati alla bonifica di Chernobyl, è stato dopo la firma del contratto con Novarka, il consorzio che nel 2007 divenne il responsabile della costruzione del sarcofago isolante, che le stime sono aumentate.

Le nostre stime iniziali si basavano esclusivamente su una strategia volta a proteggere il sito, ma non sulle soluzioni che si sarebbero sviluppate in seguito -ha affermato Bathasar Lindauer, vice direttore per la sicurezza nuclare della BERS- Nel 2010, per la prima volta, siamo stati capaci di basarci su un disegno effettivo di questo edifico ed esaminare tutti i dati tecnici“.

Altri fattori che gli esperti dell’epoca non hanno potuto considerare son i classici rincari, l’inflazione, e le variazioni della situazione economica generale senza escludere l’introduzione della “nuova moneta” quindi l’ingresso dell’EURO in tutti i paesi europei.

Servono 550 milioni di euro; i donatori devono mettere di nuovo una mano in tasca: l’Unione Europea, nel marzo del 2008 ha contribuito con 214.800.000euro, gli Stati Uniti hanno donato 138,8milioni, il Giappone 44,4milioni e infine, la Francia che ha partecipato individualmente con un contributo di 54,4 milioni. Mancano sempre 550milioni.

Il capo della sicurezza Nucleare in Europa, Jean Paul Julia afferma: l’Ucraina ha compiuto la sua parte del Memorandum d’Intesa, firmando nel 1995. Ha agevolato l’arresto delle tre unità dell’impianto che erano ancora in funzione, con un operazione che si è conclusa nel 2000. D’altro canto, il G7 e l’Unione Europea tutta, vorrebbero vedere soluzioni più immediate di certo economiche.

Attualmente, nel G8 si sta discutendo della necessità della centrale di Chernobyl, non è messo in dubbio la necessità di denaro per portare a termine il SIM, piuttosto bisogno studiare le implicazioni di questo ulteriore investimento. Come graverà questo sulle casse dell’Unione Europea? Certo Jean Paul Julia, responsabile della commissione europea sulla sicurezza del nucleare, ci tiene a sottolineare che risolvere definitivamente la questione “é nell’interesse di tutti, sia da un punto di vista ambientale che per la sicurezza umana“.

Il nuovo rifugio del sito di Chernobyl dovrebbe essere completato entro il 2015 ma un’altra preoccupazione cade sulle scorie radiattive. Le centrali che continuavano a funzionare fino al 2000 hanno prodotto del combustibile che deve essere smaltito.

Il disastro di Chernobyl si è verificato il 26 aprile del 1986, per ora, resta il peggior incidente nucleare avvenuto nel mondo: uno dei reattori ucraini esplose, provocando un fitto incendio che si diffuse in tutta Europa sottoforma di nube radioattiva.

Bilancio: 450 vittime dirette per l’esplosione e fino a 200.000 i decessi indiretti: morti a lungo termine causate da cancro alla tiroide e leucemia

Vedi anche: “i danni delle radiazioni sull’uomo

Link | Chernobyl, le conseguenze sulla vegetazione

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