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	<title>Tecnologia e Ambiente</title>
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	<description>non solo greenTech</description>
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		<title>Al Cubo, il detersivo che rispetta l&#8217;ambiente</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 08:43:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Torres</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sviluppo Sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[alcubo]]></category>
		<category><![CDATA[detersivo]]></category>
		<category><![CDATA[ecologico]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva un detersivo più ecologico, è idrosolubile ed è contenuto in contenitori biodegradabile, così non solo riduce i rifiuti ma anche le emissioni CO2 previste dai trasporti: i camion si riducono del 99% e la plastica del 93%!! LEGGI TUTTO CLICCANDO SUL TITOLO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Arriva un detersivo più ecologico, è idrosolubile ed è contenuto in contenitori biodegradabile, così non solo riduce i rifiuti ma anche le emissioni CO2 previste dai trasporti: i camion si riducono del 99% e la plastica del 93%!!<span id="more-8600"></span></p>
<p><strong>L’idea</strong><br />
I detersivi per pavimenti presenti in commercio contengono almeno il 90% di acqua. Da questa constatazione è partito, Francesco Gallo, a.d. dell’azienda Andrea Gallo s.r.l. di Genova per sviluppare <strong>Al Cubo</strong>, prodotto in bustine idrosolubili che riduce drasticamente gli imballaggi. In pratica, il consumatore compra solo i <strong>principi attivi</strong> in bustina a cui aggiunge l’acqua una volta arrivato a casa, riutilizzando all’infinito un vecchio flacone. <em></em></p>
<p><strong>Caratteristiche</strong><br />
Al Cubo è costituito da un astuccio in <strong>cartoncino riciclabile</strong>, che contiene un’etichetta in carta, un sacchettino in Ldpe <strong>riciclato al 40%</strong> e 8 bustine idrosolubili da 8 grammi ciascuna, per un totale di 64 grammi di materia attiva, dai tensioattivi al profumo. 8 bustine corrispondono a 1 litro di detersivo tradizionale. Il consumatore, invece di buttare via il flacone del precedente<strong> detersivo</strong> per pavimenti, lo riutilizza applicandovi l’etichetta che trova in Al Cubo e miscelando all’interno le bustine e l’acqua del rubinetto tiepida.</p>
<p><img class="aligncenter  wp-image-8602" title="alcubo detersivo" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/uploads/2012/02/alcubo-detersivo.png" alt="" width="456" height="332" /></p>
<p>Le bustine idrosolubili sono atossiche, <strong>biodegradabili</strong>, ad alto effetto barriera.<br />
Il principo attivo è facilmente biodegradabile (90%). I coloranti utilizzati sono di grado alimentare. Non contiene KATHON CG.</p>
<p><strong>Finalità e risultati</strong><br />
I vantaggi per l’ambiente e la catena logistica sono evidenti: togliere dalla circolazione stradale i camion che trasportano i flaconi vuoti, dal produttore di imballaggi a quello di detersivi, minimizzare il volume e il peso dei detersivi trasportati e stoccati, dal produttore fino a casa del consumatore; riutilizzare gli imballaggi; <strong>ridurre i rifiuti</strong>. A ringraziare non è solo l’ambiente, ma anche il punto vendita che avrà un maggior valore del metro lineare dello scaffale e tutta la catena di distribuzione che avrà <strong>minori costi</strong> di traporto e immagazzinaggio.</p>
<p><strong>Per essere concreti:</strong> un solo camion che trasporta 120 quintali di film idrosolubile sostituisce 130 camion di flacone, il 99% in meno di camion, traffico e carburante per i soli imballaggi. A livello di prodotto, invece, un camion che trasporta 18 bancali di detersivo in film idrosolubile sostituisce 6 camion di detersivo tradizionale, riducendo traffico e carburante dell’82%.<br />
<strong>I vantaggi:</strong> spesa più leggera, meno 93% di plastica, meno 82% camion quindi meno traffico, meno inquinamento e meno rifiuti.</p>
<p><strong>Premi:</strong><br />
Al Festival della Scienza La Andrea Gallo di Genova vince l’edizione 2011 del premio <strong>NON SPRECARE</strong>.<br />
Si è svolta venerdì 28/10, presso il Palazzo Ducale di Genova, nell&#8217;ambito del Festival della Scienza, la premiazione della seconda edizione del Premio &#8220;<strong>Non Sprecare</strong>”, ideato e organizzato dallo scrittore e giornalista Antonio Galdo. Per la sezione “Imprese” si è aggiudicato il primo premio il detersivo “<strong>Al Cubo</strong>”, un concetto totalmente innovativo di detergenza, che permette di risparmiare acqua, plastica e  imballaggio, riducendo enormemente, di conseguenza, tutta quella rete di trasporti necessaria per spostare i prodotti dalla produzione alla distribuzione. A ritirare il premio, Francesco Gallo, giovane amministratore dell’azienda, appassionato di tutto ciò che è ambiente, sport e natura.</p>
<p><em>Al Cubo è un detersivo per pavimenti ma la stessa strategia potrebbe essere utilizzata per i classici ammorbidenti e detersivi per la lavanderia.</em></p>
<p>Link Utili | <a href="http://www.alcubo.it/" target="_blank">alcubo.it</a></p>
<div class="shr-publisher-8600"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Foto notizia: la storia di un&#8217;attivista Greenpeace al cinema</title>
		<link>http://www.tecnologia-ambiente.it/foto-notizia-la-storia-di-unattivista-greenpeace-al-cinema</link>
		<comments>http://www.tecnologia-ambiente.it/foto-notizia-la-storia-di-unattivista-greenpeace-al-cinema#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 07:10:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Torres</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[attivista]]></category>
		<category><![CDATA[balene]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[qualcosa di straordinario]]></category>

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		<description><![CDATA[Debutterà nelle sale cinematografiche italiane "Qualcosa di straordinario", il film della Universal Studios basato su una storia vera, la storia di un'attivista greenpeace che nel film è interpretata da Drew Barrymore. VEDI TUTTO CLICCANDO SUL TITOLO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Il 24 febbraio, debutterà nelle sale cinematografiche italiane &#8220;<em>Qualcosa di straordinario&#8221;</em>, il film della Universal Studios basato su una storia vera, la storia di un&#8217;<strong>attivista greenpeace</strong> che nel film è interpretata da Drew Barrymore. L&#8217;ambientazione è data dalla gelida Alaska dove una famiglia di balene grigie rimane intrappolata dal ghiaccio.<span id="more-8592"></span></p>
<p><img class="aligncenter  wp-image-8593" title="Qualcosa-di-Straordinario-Locandina-ITA" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/uploads/2012/02/Qualcosa-di-Straordinario-Locandina-ITA.jpeg" alt="" width="548" height="783" /></p>
<p>Dal trailer si capisce bene che saranno molte le avversità che la giovane <strong>attivista</strong> dovrà superare, problematiche tecniche, economiche e politiche. Tutto questo nel bel mezzo della Guerra Fredda. Come preannunciato, la storia è tratta da una vicenda realmente accaduta. Il vero nome dell&#8217;attivista greenpeace è quello di Cindy Lowry che a soli 24 anni, nel 1988, riuscì a salvare la vita di quelle balene intrappolate nel ghiaccio. <em>Si prospetta una storia davvero commuovente.</em></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8595" title="5652_D028_00210R" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/uploads/2012/02/5652_D028_00210R.jpeg" alt="" width="532" height="800" /></p>
<p>Esattamente 24 anni fa, Greenpeace si trovò nel bel mezzo di una diatriba politica legata alla guerra fredda. Il motivo? Le uniche baleniere disponibili erano quelle russe e gli Stati Uniti non volevano lasciare alcun merito ai sovietici.</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Il presidente Reagan non era noto per il suo amore per l&#8217;Unione Sovietica</em> – afferma Campbell Plowden, in quegli anni coordinatore della Campagna Balene di Greenpeace USA -  <em>e l&#8217;idea di chiedere al colosso comunista di inviare una o più delle loro navi in acque americane per contribuire al salvataggio delle balene sembrava assurda.</em>&#8220;</p></blockquote>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Può Interessarti</strong></span> | <a href="http://www.ideegreen.it/come-diventare-attivista-di-greenpeace-828.html" target="_blank"><em>Come diventare attivista greenpeace</em></a></p>
<p>Idea assurda ma necessaria per lo scopo. La storia dell&#8217;<strong>attivista greenpeace </strong>è sbarcata al cinema e ci auguriamo che il film farà grossi incassi così da incentivare la promozione di film che hanno come tematica la salvaguardia della fauna e dell&#8217;ambiente.</p>
<p><img class="aligncenter  wp-image-8594" title="5652_D041_00538" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/uploads/2012/02/5652_D041_00538.jpeg" alt="" width="549" height="365" /></p>
<p>Campbell Plowden ha contribuito alla ricostruzione della storia del <strong>salvataggio di quelle balene</strong>. Attualmente è ancora operativa e si batte per le cause ambientali, infatti è impegnata nella salvaguardia dell&#8217;Amazzonia, con Amazon Ecology, ma l&#8217;esperienza di 24 anni fa per la Campbell, come per la protagonista interpretata da <em>Drew Berrymore</em>, fu qualcosa di indimenticabile.</p>
<p>Campbell Plowden ha trascorso 14 anni con Greenpeace e, grazie al film che debutterà nelle sale cinematografiche italiane, la caccia alle balene nelle zone artiche e il dramma che ha vissuto e vive l&#8217;Alaska, sarà inserito in un contesto ancora più ampio, quello politico.</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Capii immediatamente che non potevamo accettare questo incidente come un evento naturale o ignorarlo come una distrazione. Affrontare la faccenda era diventata la nostra missione; dovevo fare del  mio meglio e cercare di sfruttare l&#8217;opportunità per salvare anche molte altre balene nell&#8217;Artico”</em></p></blockquote>
<div class="shr-publisher-8592"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Danno fuoco a una cagnetta, i vigili del fuoco la salvano</title>
		<link>http://www.tecnologia-ambiente.it/tentano-di-dare-fuoco-a-una-cagnetta-i-vigili-del-fuoco-la-salvano</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 10:26:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Torres</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[cane]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[violenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Ennesimo episodio di violenza su animali. Questa volta siamo a Palermo dove un gruppo di ragazzini da fuoco a una cagnetta e la getta nel cassonetto. Tempestivo l'intervento dei vigili del fuoco. LEGGI TUTTO CLICCANDO SUL TITOLO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Prendono la cagnetta, le danno fuoco e la chiudono in un cassonetto dei rifiuti. E&#8217; ciò che hanno fatto dei ragazzini a Brancaccio, quartiere di Palermo. L&#8217;accaduto è stato riportato dalle testate web locali che descrivono il fatto di cronaca come l&#8217;ennesimo episodio di barbara <strong>violenza</strong> contro gli animali.<span id="more-8587"></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Può interessarti</strong></span> | <a href="http://www.tecnologia-ambiente.it/arrestata-donna-per-maltrattamento-animali" target="_blank"><em>Arrestata donna per maltrattamento animali</em></a></p>
<p>Un fenomeno, purtroppo, diffuso che solo a volte si conclude con la parola &#8220;<em>giustizia</em>&#8220;. A Palermo fortunatamente, alcuni passanti hanno assistito alla scene e hanno potuto avvertire i vigili del fuoco che sono riusciti a salvare la cagnetta dalle fiamme. Il fatto è successo sabato scorso, 18 febbraio.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Può interessarti</strong></span> | <a href="http://www.tecnologia-ambiente.it/multato-per-aver-quasi-ucciso-un-gatto-succede-in-italia" target="_blank"><em>Succede in Italia, multato per aver quasi ucciso un gatto</em></a></p>
<div id="attachment_8588" class="wp-caption aligncenter" style="width: 520px"><img class="size-full wp-image-8588" title="cagnetta" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/uploads/2012/02/cagnetta.jpeg" alt="" width="510" height="381" /><p class="wp-caption-text">cagnetta, foto repertorio repubblica.it</p></div>
<p>La cagnetta, una volta tirata fuori dal cassonetto in fiamme, è stata ricoperta d&#8217;acqua e subito dopo trasportata nel canile della città dove ha ricevuto le cure del medico <strong>veterinario</strong> dell&#8217;Asl locale. La cagnetta ora si trova in &#8220;<em>prognosi riservata</em>&#8220;, sta bene, è al canile municipale ma non è possibile farle visita.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Può interessarti</strong></span> | <a href="http://www.tecnologia-ambiente.it/litiga-con-la-moglie-e-da-fuoco-al-cane-nessuna-condanna" target="_blank"><em>Litiga con la moglie e da fuoco al cane, nessuna condanna</em></a></p>
<p>Anche questa vicenda, come quella avvenuta qualche mese fa a Napoli, non finirà con la parola <em>giustizia</em>. I ragazzini non sono stati identificati e sono scappati via subito dopo aver appiccato l&#8217;<strong>incendio</strong>. Purtroppo nessuno sarà punito ma almeno la cagnetta è salva.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Può interessarti</strong></span> |<a href="http://www.tecnologia-ambiente.it/uomo-precipita-da-burrone-per-salvare-il-suo-gatto" target="_blank"><em>Precipita nel burrone per salvare il suo gatto</em></a></p>
<p>Via | <a href="http://www.palermotoday.it/speciale/animali/brancaccio-cagnetta-incendiata-gettata-cassonetto.html" target="_blank">Palermo Today</a></p>
<div class="shr-publisher-8587"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Spegni le luci e accendi il cuore. L&#8217;Ora della Terra 2012</title>
		<link>http://www.tecnologia-ambiente.it/spegni-le-luci-e-accendi-il-cuore-lora-della-terra-2012</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 10:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Brigida Ambrosio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sviluppo Sostenibile]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 31 Marzo, si terrà l'Ora della Terra. Sarà l'ora in cui si spengono tutte le luci e tutti gli apparecchi elettrici, sarà l'ora in cui si ascolterà solo il nostro cuore battere o perché no?! Anche quello del proprio partner. Scopri di cosa si tratta...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Sabato 31 Marzo alle 20:30, si terrà l&#8217;<strong>Ora della Terra</strong>. Sarà l&#8217;ora in cui si spengono tutte le luci, tutti i PC e tutti gli apparecchi elettrici, sarà l&#8217;ora in cui si ascolterà solo il nostro cuore battere.<span id="more-8576"></span></p>
<p>L&#8217;<strong>Ora della Terra</strong> pone le sue radici nel 2007 e da allora, ogni anno, nel mese di marzo, per un&#8217;ora milioni e milioni di persone in circa 5.000 città, di 128 Paesi diversi, si spengono tutte le luci. L&#8217;iniziativa è promossa dal <strong>WWF</strong> ma dato le cifre appena citate, c&#8217;è un intero movimento globale a supportarla. Lo scopo dell&#8217;<strong>Ora della Terra </strong>non è semplicemente di far leva sugli interruttori elettrici di milioni di cittadini, il suo intento è quello di promuovere una maggiore consapevolezza, una coscienza ecologica all&#8217;insegna del <strong>risparmio energetico</strong>.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Può Interessarti</strong></span> | <a href="http://www.tecnologia-ambiente.it/earth-hour-2011-un%E2%80%99ora-di-buio-contro-il-cambiamento-climatico" target="_blank">Earth Hour 2011, un&#8217;ora di buio per l&#8217;Amore della Terra</a></p>
<p>Solo nel 2009, nel nostro Paese sono state coinvolte 200 imprese e decine di organizzazioni. Hanno aderito 140 Comuni, si è spenta la Fontana di Trevi, la Torre di Pisa, la Mole Antonelliana e la Valle dei Templi di Agrigento, nel 2011 si è spento anche il Colosseo e per questo 2012 si prevedono cose ancora più grandi e non ci resta che aspettare.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-8578" style="aligncenter" title="cena a lume di candela" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/uploads/2012/02/cena-a-lume-di-candela.jpeg" alt="" width="458" height="301" /></p>
<p>L&#8217;appuntamento è per Sabato 31 Marzo alle 20:30. Un orario comodo in cui stare lontano da ogni apparrecchio elettrico, magari cenare a lume di candela con gli amici o semplicemente fare l&#8217;amore con il proprio partner. Il tempo può essere impiegato in una miriade di modi e non sempre sarà necessaria l&#8217;elettricità. Per l&#8217;<strong>ora della terra 2012 </strong>facciamone a meno.</p>
<div class="shr-publisher-8576"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Amianto, petizione all&#8217;Organizzazione Mondiale per la Sanità</title>
		<link>http://www.tecnologia-ambiente.it/petizione-amianto</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 11:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna De Simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bad Tecnology]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tecnologia-ambiente.it/?p=8568</guid>
		<description><![CDATA[Nel mondo, sono 294 le persone che ogni giorno muoiono a causa dell'esposizione all'Amianto. Fabbriche a cielo aperto e polveri di amianto sprigionate nell'aria. L'OMS può fare qualcosa e puoi farlo anche tu: FIRMA LA PETIZIONE]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Forse l&#8217;Eternit in Italia non è più un grosso problema, ma nel mondo, sono 294 le persone che ogni giorno muoiono a causa dell&#8217;esposizione all&#8217;Amianto.<span id="more-8568"></span> Circa 125 milioni di persone sono esposte ad amianto sul posto di lavoro e secondo la stessa <strong>Organizzazione Mondiale per la Sanità</strong> (OMS), sono più di 107.000 le persone che ogni anno muoione per cancro polmonare da amianto, mesotelioma, asbestosi e da malattie derivate dall&#8217;esposizione all&#8217;amianto.</p>
<p>Tutte le forme di amianto sono cancerogene per l&#8217;uomo ma nonostante questo, sono solo 40 i Paesi che nel Mondo hanno vietato l&#8217;utilizzo dell&#8217;<strong>Amianto</strong>, 27 dei quali fanno parte dell&#8217;Unione Europea. Ma i restanti 159 Paesi del Globo? In essi non vi sono proibizioni e l&#8217;Amianto continua a essere utilizzato ed esportato. Un terribile esempio è dato dal Canada che solo nel 2000 ha lavorato 335.000 tonnellate di Amianto esportandone la quasi totalità nei paesi in via di sviluppo.</p>
<div id="attachment_8569" class="wp-caption aligncenter" style="width: 474px"><img class="size-full wp-image-8569" title="amianto in cina" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/uploads/2012/02/amianto-in-cina.jpeg" alt="" width="464" height="261" /><p class="wp-caption-text">come trattano l&#39;amianto in Cina</p></div>
<p>In India, in Cina, in Russia, ma anche in Brasile e nello Zimbawe, l&#8217;amianto viene lavorato e sono rari i casi in cui vengono adoperate le giuste misure di sicurezza, anche perché, come afferma la stessa OMS, l&#8217;unica vera misura precautiva è l&#8217;eliminazione dell&#8217;amianto dalle fabbriche e dai manufatti.</p>
<p>Ancora una volta l&#8217;esempio più degradante avviene dalla Cina, dove vi sono regole rigorose in materia di uso dell&#8217;amianto ma non vi è alcun controllo. Nel luglio del 2010 la BBC dedicò un servizio alle condizioni allarmanti in cui i lavoratori cinesi trattavano l&#8217;amianto. In Cina ci sono 100 imprese che trattano Amianto -il nome commerciale italiano è eternit-, la gran parte di queste aziende sono a conduzione familiare e i dipendenti, provenienti soprattutto dalle zone rurali, utilizzano le polveri di amianto, il cosiddetto &#8220;amianto bianco&#8221;.</p>
<p><strong>Allarme Mondiale</strong>: in molti paesi le polveri di amianto sono trattate a cielo aperto. Ciò vuol dire che le fibre di amianto finiscono per disperdersi nell&#8217;aria che il mondo respira.</p>
<div id="attachment_8570" class="wp-caption aligncenter" style="width: 314px"><img class="size-full wp-image-8570" title="amianto fabbrica" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/uploads/2012/02/amianto-fabbrica.jpeg" alt="" width="304" height="171" /><p class="wp-caption-text">&quot;amianto bianco&quot;</p></div>
<p>Lo stesso Li Qiang, direttore esecutivo della <strong>China Labor Watch</strong>, che dovrebbe monitorare le violazioni dei  luoghi di lavoro, afferma che il governo ha delle linee guida adeguate ma che di fatto, i funzionari cinesi non hanno alcun modo per implementare efficacemente tali norme. Lo stesso direttore afferma che le Fabbriche cinesi non riescono a rispettare la legge del governo.</p>
<div id="attachment_8571" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-8571" title="amianto muore" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/uploads/2012/02/amianto-muore.jpg" alt="" width="500" height="333" /><p class="wp-caption-text">manifestazione anti-amianto</p></div>
<p>Solo nel 2009 il Canada ha esportato 153.000 tonnellate di amianto in Indonesia, Tailandia, Messico, Sri Lanka, Pakistan e in Arabia. Il <strong>prezzo umano </strong>per l&#8217;Amianto è troppo elevato. Inoltre i lavoratori dei paesi in via di sviluppo, che stanno a stretto contatto con le polveri fibrose dell&#8217;<strong>amianto</strong>, non sempre sono consapevoli dei rischi che corrono, oppure lo sono ma non hanno altra scelta. E&#8217; per questo che chiediamo all&#8217;OMS, qualora dovesse esserle impossibile bloccare l&#8217;utilizzo di amianto, di avviare delle campagne di sensibilizzazione che facciano capire quanto è pericoloso l&#8217;amianto e quanto hanno da perdere quegli operai che lavorano privi di ogni misura cautelativa.</p>
<p><strong><a href="http://www.change.org/petitions/oms-who-stop-the-use-of-all-types-of-asbestos#" target="_blank">FIRMA LA PETIZIONE</a></strong></p>
<div class="shr-publisher-8568"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Foto Notizia: emergenza in Venezuela, petrolio invade il Rio</title>
		<link>http://www.tecnologia-ambiente.it/foto-notizia-emergenza-in-venezuela-petrolio-invade-il-rio</link>
		<comments>http://www.tecnologia-ambiente.it/foto-notizia-emergenza-in-venezuela-petrolio-invade-il-rio#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 11:48:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna De Simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bad Tecnology]]></category>
		<category><![CDATA[Inchieste]]></category>

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		<description><![CDATA[Emergenza in Venezuela, il petrolio invade il Rio Guarapiche, a rischio anche i Caraibi. Il Governatore ha annunciato lo stato d'emergenza nella zona più ricca di corsi d'acqua. LEGGI TUTTO CLICCANDO SUL TITOLO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>La marea nera è stata causata dalla rottura di un tubo della Complex Jusepin, nello Stato del Monagas, Venezuela. Ad essere inondato di petrolio è stato il Rio Guarapiche con <strong>1.000 barili di greggio</strong>.<span id="more-8556"></span></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8557" title="di_nuzzo" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/uploads/2012/02/di_nuzzo.jpeg" alt="" width="545" height="390" /></p>
<p>Il Rio Venezuelano provvede alla fornitura idrica di almeno l&#8217;80% della popolazione. Il restante 20% utilizza risorse provenienti da giacimenti idrici sicuri.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8558" title="elvernakulo" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/uploads/2012/02/elvernakulo.jpeg" alt="" width="545" height="344" /></p>
<p>Il governatore José Gregorio Briceño ha dichiarato lo stato di emergenza. Il sindaco Jose Vicente Maicavares fa pressioni affinché la rete idrica sia ripristinata mediante l&#8217;utilizzo di container ma si registrano netti ritardi nei trasporti. Il sindaco Maicavares ha invitato l&#8217;intera comunità ad allontanarsi dal fiume.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8559" title="JoseTucupita" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/uploads/2012/02/JoseTucupita.jpeg" alt="" width="545" height="388" /></p>
<p>Monagas è uno Stato che si trova al nord del Venezuela, con il suo capolugo Maturín è anche la zona più ricca di <strong>corsi d&#8217;acqua</strong>, è per questo che lo Stato dovrà affrontare quattro <strong>emergenze</strong> concatenate tra loro:<br />
-emergenza idrica<br />
-emergenza ambientale<br />
-emergenza agricola<br />
-emergenza alimentare</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8560" title="guarapiche4" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/uploads/2012/02/guarapiche4.jpeg" alt="" width="545" height="362" /></p>
<p>Il Rio Guarapiche provvedeva direttamente all&#8217;irrigazione dei campi e indirittamente al fabbisogno idrico della popolazione (mediante impianti depurativi), inoltre il fiume si prestava bene per attività ittiche.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8561" title="guarapiche" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/uploads/2012/02/guarapiche.jpeg" alt="" width="545" height="317" /></p>
<p><strong>Conseguenze ambientali:</strong> Eulogio Delpino, Vice Presidente per la produzione e la valorizzazione della Petroleos de Venezuela, ha affermato che l&#8217;incidente è avvenuto a causa di un foro di 50 centimetri che ha coinvolto una delle tubature principali. Non vi è stata alcuna esplosione come. 150 operai stanno lavorando per tamponare il guasto e ha promesso che entro pochi giorni la situazione sarà ripristinata.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8562" title="AndresRicardo851_1" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/uploads/2012/02/AndresRicardo851_1.jpeg" alt="" width="545" height="346" /></p>
<p>Gli esperti sono preoccupati per le eventuali complicanze: la fuorisciuta di greggio potrebbe raggiungere il fiume San Juan e quindi, il <strong>Mar dei Caraibi</strong>.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8563" title="Red-de-ciudadanos-verdes" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/uploads/2012/02/Red-de-ciudadanos-verdes.jpeg" alt="" width="545" height="344" /></p>
<p>Il <strong>Ministero dell&#8217;Ambiente </strong>ha emanato un comunicato in cui afferma che sono state adottate misure di sicurezza per abbassare al minimo i danni ed eliminare il greggio. Tra le strategie adottate vi è l&#8217;applicazione di materiale assorbente che potrebbe rimuovere almeno parzialmente il greggio. Un altro sistema è dato dall&#8217;aspirazione del petrolio mediante appositi macchinari. Tale pratiche sono svolte in punti strategici del Rio Guarapiche.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8564" title="guarapiche3" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/uploads/2012/02/guarapiche3.jpeg" alt="" width="545" height="362" /></p>
<p><strong>I danni sul Pianeta Terra</strong>. La Commissione Ambientale dell&#8217;Assemblea Nazionale ha affermato che solo dopo il 13 febbraio si potranno valutare le reali conseguenze.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8565" title="guarapiche2" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/uploads/2012/02/guarapiche2.jpeg" alt="" width="545" height="435" /></p>
<p>La società Aguas de Monagas, che provvede alla rete idrica, ha affermato che l&#8217;impianto resterà chiuso fino a quanto le acque del Rio saranno del tutto purificate.</p>
<div class="shr-publisher-8556"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Fermiamo le brutalità della tradizione vietnamita. Video e Galleria fotografica</title>
		<link>http://www.tecnologia-ambiente.it/fermiamo-le-brutalita-della-tradizione-vietnamita-video-e-galleria-fotografica</link>
		<comments>http://www.tecnologia-ambiente.it/fermiamo-le-brutalita-della-tradizione-vietnamita-video-e-galleria-fotografica#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 12:17:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna De Simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[diritti animali]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[vietnam]]></category>

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		<description><![CDATA[Vietnam, festival della brutalità: un sacrificio animale per auspicare al paese prosperità economica. L'animale muore nel peggiore dei modi, tagliato in due sotto gli occhi di migliaia di spettatori. LEGGI TUTTO CLICCANDO SUL TITOLO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><em>Leggere con attenzione quanto segue ma Prudenza, il video e le immagini non sono adatte a un pubblico sensibile. Essi sono posizionati a fine post proprio per evitare di turbare la vostra sensibilità.</em><span id="more-8542"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Lettera di protesta al Governo della Repubblica socialista del Vietnam.</strong></p>
<p><strong></strong>Desidero esprimere la mia profonda preoccupazione per le crudeltà che il Vietnam esercita sugli animali in nome delle <em>tradizioni popolari</em>. Il 28 gennaio 2012, come ogni anno, i cittadini del villaggio di Nem Thuog, hanno celebrato la loro brutale festa durante la quale, un maiale viene letteralmente tagliato in due. Ogni anno, migliaia di persone del villaggio e dei villaggi adiacenti, si riuniscono per <strong>spalmare il sangue del maiale sulle loro banconote</strong>, questo è ciò che prevede la tradizione. Il rituale viene fatto per &#8220;<em>iniziare bene</em>&#8221; il nuovo anno con la convinzione che sia di buon auspicio per l&#8217;economia locale e del paese.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Può Interessarti</strong></span> | <a href="http://www.tecnologia-ambiente.it/mars-e-twix-la-cioccolata-che-uccide-gli-animali-il-video-e-la-petizione" target="_blank"><em>Mars, la cioccolata che uccide gli animali, firma la petizione</em></a></p>
<p>Il festival è celebre in tutto il mondo per la sua brutalità. Molte azioni sono state intraprese per porre fine a tale macello ma per ora, con scarsi risultati. Perché il festival continua? Per la tradizione! Ogni anno un maiale viene letteralmente tranciato in due sotto gli occhi di un folto pubblico. Oggi una lettera potrebbe cambiare le cose dato che all&#8217;interno dello stesso governo vietnamita c&#8217;è chi si oppone al festival. La pratica deve aver fine perché:</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Può Interessarti</strong></span> | <a href="http://www.tecnologia-ambiente.it/mangiare-carne-di-cane" target="_blank"><em>Fermiamo la Korea dal consumo di carne di cane</em></a></p>
<p>-gli animali sono essere senzienti. Essi sono fin troppo sfruttati dalle aziendi agroalimentari, non permettiamo che altra sofferenza sia inflitta ad animali a scopo ludico o meglio, &#8220;per tradizione&#8221;.<br />
-la pratica è diseducativa, ad assistere al massacro, ogni anno, ci sono anche bambini e di certo quelle immagini di violenza non conferiranno al fanciullo un bagaglio armonioso.<br />
-la crudeltà su animali danneggia la società nel suo insieme, tradizioni del genere &#8220;normalizzano&#8221; gli atti di violenza e tendono a privare l&#8217;uomo della sensibilità che dovrebbe contraddistinguerlo.<br />
-danneggia il turismo locale. Un viaggiatore occidentale non andrebbe mai a visitare un luogo dove vigono tradizioni del genere. L&#8217;immagine del Vietnam è compromessa a livello globale se tali pratiche non saranno abolite.<br />
-è una pratica altamente antigienica e pericolosa per la salute e la sicurezza pubblica</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Può Interessarti</strong></span> | <a href="http://www.tecnologia-ambiente.it/store-dellorrore-business-di-animali-morti-via-internet" target="_blank"><em>Store dell&#8217;orrore, business di animali morti via internet</em></a></p>
<p>Fin quando questa pratica continuerà, io e tutte le associazioni animaliste, saremo costretti a boicottare il Vietnam, sia per quanto riguarda il turismo, sia per ciò che concerne il commercio così da evitare l&#8217;acquisto di prodotti made in Vietnam. Inoltre incoraggerò il prossimo a boicottare a sua volta un Paese in cui ogni anno si pratica tale abominio.</p>
<p><strong>Istruzioni per partecipare alla petizione. </strong>Ciò che è scritto qui in alto, è riportato a grandi linea nella lettera pubblicata dall&#8217;associazione non governativa <a href="http://www.occupyforanimals.org/the-brutal-festival-at-nem-thuong-village-vietnam.html" target="_blank"><em>occupy for animals</em></a>. La lettera dovrà essere inviata in lingua inglese (universalmente accettata), quindi riportiamo la lettera originale che dovrà essere copiata e incollata nel corpo dell&#8217;email che troverete a <a href="http://www.vietnam.gov.vn/portal/page/portal/English/contact" target="_blank"><strong>questo indirizzo</strong></a>, in tal modo la letterà giungerà direttamente alla Repubblica Socialista del Vietnam.</p>
<p><strong>Istruzioni: 1 Copiare quanto segue</strong></p>
<blockquote><p>I wish to express my deep concern about animal cruelty being conducted in the name of tradition in Vietnam.<br />
On 28th of January 2012 &#8211; like every year &#8211; citizens at Nem Thuong village have celebrated their cruel festival during which a pig is brutally chopped into two. Every year, thousands of people from the village and nearby villages gather to smear the blood of the pig on their banknotes in the belief that it would bring luck in the new year. The festival is known as the most brutal in your country and is condemned by many, including some who called already on your government to stop the festival.<br />
No one can adequately explain why these practices are carried out year after year – except to say they are &#8220;traditional&#8221;. This however is not a valid argument to continue these practices.</p>
<p>I urge the Government of Vietnam to abolish the above practice for the following reasons:<br />
1. It hurts the animals – contrary to what many believe, animals suffer tremendously before and during such festivals.<br />
2. It hurts us &#8211; cruelty against animals harms society as a whole; it signals and normalizes insensitivity in children who can become numb to the suffering of living beings. It is also known to influence certain people to commit violence to other humans.<br />
3. It is bad for tourism &#8211; as tourists are abhorred by such practices, the festival will have an adverse effect on tourism, an industry which provides the country with much-needed financial returns. Those foreigners who experience or come to know of this practice leave Vietnam confused and with a heavy heart, rather than uplifted by its paradoxical beauty and friendliness.<br />
I implore you to end these violent practice and help Vietnam move towards a truly peaceful country in keeping with its international image.<br />
I trust that you will support these measures (which are becoming more widespread around the world) and thus promote non-violent cultural practices in Vietnam. Until such a time, however, I regret that it will be necessary to boycott Vietnam both as a tourist and by way of commerce and to encourage others to participate in a boycott as well.<br />
Yours sincerely,<br />
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;<br />
AGGUINGI QUI I TUOI DATI ANAGRAFICI</p></blockquote>
<p><strong>2</strong>. <strong>Incollare la lettera e inviarla dal form che troverete a <a href="http://www.vietnam.gov.vn/portal/page/portal/English/contact" target="_blank">questo indirizzo</a></strong></p>
<p><strong>3.</strong> Potete contribuire anche mediante la raccolta firma di iniziativa popolare che troverete a <a href="http://www.gopetition.com/petitions/ban-the-brutal-festival-at-nem-thuong-village-vietnam.html" target="_blank">questo indirizzo</a></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/n2KmVvgPkyc" frameborder="0" width="550" height="309"></iframe></p>
<p>Fotografie by Kham/Reuters</p>

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								<img title="L'animale viene trasportato" alt="L'animale viene trasportato" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/gallery/festival-vietnam/thumbs/thumbs_3093672_orig.png" width="100" height="75" />
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								<img title="Animale viene tagliato in due" alt="Animale viene tagliato in due" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/gallery/festival-vietnam/thumbs/thumbs_3868282_orig.png" width="100" height="75" />
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								<img title="animale da sacrificare" alt="animale da sacrificare" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/gallery/festival-vietnam/thumbs/thumbs_7278768_orig.png" width="100" height="75" />
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		<title>Fateci sentire fieri di essere utenti Apple -galleria fotografica-</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 10:31:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Scovito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inchieste]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone + App]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tecnologia-ambiente.it/?p=8536</guid>
		<description><![CDATA[è questa la richiesta che fanno gli utenti Apple all'azienda di Cupertino. Un reportage del NY Times svela le condizioni disumane in cui lavorano gli operai delle fabbriche cinesi che producono iPhone, iPad, iPod. LEGGI TUTTO CLICCANDO SUL TITOLO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>In passato l&#8217;<strong>Apple</strong> è stata accusata di <strong>violazione dei diritti umani</strong> ed è stata fortemente criticata anche per l&#8217;impatto negativo che avevano i suoi dispositivi sull&#8217;ambiente. Ad oggi le politiche ambientali Apple sono cambiate, tanto che nella <a href="http://www.tecnologia-ambiente.it/hp-dell-e-nokia-sono-le-aziende-piu-virtuose-ma-lapple" target="_blank"><em>Classifica Ufficiale stilata da GreenPeace</em></a> si piazzata al quarto posto. Ma come è messa l&#8217;azienda con i suoi operai? A svelarlo è un reportage del New York Times, &#8220;<em>This American life&#8221;</em>, uno spettacolo sulle <strong>fabbriche hi tech</strong> che i grandi colossi gestiscono in cina.<span id="more-8536"></span></p>
<p><strong>Può Interessarti:</strong> <a href="http://www.tecnologia-ambiente.it/lapple-puo-imparare-molto-dalla-nike" target="_blank"><em>L&#8217;Apple può imparare molto dalla Nike</em></a></p>
<p>L&#8217;Apple ha avuto più richiami ufficiali quando a capo c&#8217;era ancora Steve Jobs, oggi manca poco alla presentazione dell&#8217;<strong>iPad 3</strong> e l&#8217;Apple proprio non può permettersi cattiva pubblicità, soprattutto perché a seguito del reportage del New York Times, un gruppo di attivista ha organizzato Flash mob per avere divice più solidali. Le manifestazioni hanno avuto luogo presso gli Store Apple di New York, Londra, San Francisco, Bangalore, Sydney e Parigi. La protesta sta colpendo Apple su scala globale trasmettendo una brutta immagine logo aziendale.</p>
<p><strong>Può Interessarti:</strong><a href="http://www.tecnologia-ambiente.it/come-creare-cover-per-smartphone" target="_blank"><em> come creare cover per smarphone</em></a></p>
<p>Sono 260.000 gli indignati che chiedono ad Apple di adoperare una politica di protezione dei lavoratori. <strong>Tim Cook</strong>, amministratore delegato successore di <strong>Steve Jobs</strong> si trova in difficoltà. L&#8217;Apple più volte ha specificato che è preoccupata della condizione degli operai cinesi e fa periodiche verifiche della qualità della vita delle risorse umane impiegate indirettamente nelle fabbriche orientali. Ma a quanto pare le verifiche non bastano: l&#8217;<strong>Apple si giustifica </strong>dicendo che è impossibile intervenire a livelli di contrattazione economica a cui si operano gli scambi commerciali nell&#8217;Hi-tech. L&#8217;unica possibilità sarebbe quella di spostare le fabbriche e affidarsi ad altri fornitori, possibilità che sembra non essere proprio presa in considerazione dall&#8217;Apple. Intanto gli occupanti chiedono: <em>Fateci sentire fieri di essere degli utenti Apple.</em></p>
<p><strong>Può interessarti:</strong> <a href="http://www.tecnologia-ambiente.it/quanto-e-eco-un-iphone" target="_blank"><em>quanto è eco un iPhone? Te lo spiega un&#8217;immagine</em></a></p>

<div class="ngg-galleryoverview" id="ngg-gallery-8-8536">

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								<img title="Apple Store Parigi" alt="Apple Store Parigi" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/gallery/apple-store-parigi/thumbs/thumbs_shownextphoto-1.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
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			<a href="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/gallery/apple-store-parigi/shownextphoto-2.jpg" title=" " class="shutterset_set_8" >
								<img title="flesh mob" alt="flesh mob" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/gallery/apple-store-parigi/thumbs/thumbs_shownextphoto-2.jpg" width="100" height="75" />
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		<title>E&#8217; ora di riutilizzare! Al via il progetto &#8220;mercatino&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 07:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Torres</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riciclaggio]]></category>
		<category><![CDATA[mercatino]]></category>
		<category><![CDATA[riciclaggio]]></category>
		<category><![CDATA[usato]]></category>
		<category><![CDATA[vendita usato]]></category>

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		<description><![CDATA[Porta in vendita i tuoi oggetti, è ora di dar loro una seconda vita, non importa se si tratta di libri, giochi, elettrodomestici o vecchi mobili. Puoi dar via tutto senza ingombrare discariche e anche guadagnandoci sopra! LEGGI TUTTO CLICCANDO SUL TITOLO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Porta in vendita i tuoi oggetti, è ora di dar loro una seconda vita, non importa se si tratta di un elettrodomestico o un mobile, se è come nuovo o usurato, ciò che conta è il principio, niente va gettato via: una cosa che per te è da buttare, per un&#8217;altra persona potrebbe essere utile.<span id="more-8530"></span></p>
<p>Il servizio è offerto dal franchising Mercatino che dal 1995 si occupa di <strong>compra vendita di usato</strong>. Le sedi attive a Napoli sono al Parco Antinea di Varcaturo, in Via Ripuaria 76/9 e a Fuorigrotta, al Parco San Paolo, is. 25, in Via Cinthia.  <strong>Mercatino usato</strong> opera su tutto il territorio nazionale. Le sedi esporranno gratuitamente i tuoi oggetti e al momento della vendita vi consegneranno la vostra parcella.</p>
<p><img class="size-full wp-image-8532 alignright" style="alignright" title="mercatino usato" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/uploads/2012/02/mercatino-usato.jpeg" alt="" width="266" height="231" />Abbigliamento, oggestistica, libri, mobili, arredo, giocattoli, elettrodomestici, biciclette, quadri, utensili e accessori di ogni tipo, potranno essere venduti per affrontare un nuovo ciclo di vita. Se stai pensando di rinnovare il tuo guardaroba, sai che non devi gettare via i vecchi abiti, regalarli in beneficenza è molto semplice. La questione diventa più complicata con vecchi televisori, mobili, cucine, compressori, vecchie apparecchiature&#8230; oggetti ancora funzionanti che troppo spesso finiscono in discarica. Prima di gettari via la tua vecchia attrezzatura da sci o la cassapanca del vecchio soggiorno, prova a chiamare il numero verde nazionale 800-585855 oppure, se sei di Napoli, puoi chiamare lo 081/7676469 per una valutazione gratuita e a domicilio, del tuo usato.</p>
<p>Link Utili:<br />
<a href="http://www.varcaturo.mercatinousato.com" target="_blank">www.varcaturo.mercatinousato.com</a> (Varcaturo, Napoli)<br />
<a href="http://www.fuorigrotta.mercatinousato.com" target="_blank">www.fuorigrotta.mercatinousato.com</a> (Fuorigrotta, Napoli)<br />
<a href="http://www.napoli.mercatinousato.com/" target="_blank">www.napoli.mercatinousato.com </a>(Napoli)<br />
<a href="http://www.mercatinousato.com" target="_blank">www.mercatinousato.com</a> (nazionale)</p>
<div class="shr-publisher-8530"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Palla di pelo da record estratta dallo stomaco di un gatto</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 07:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Torres</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni veterinari britannici hanno rimosso con un'operazione chirurgica, la più grande palla di pelo che sia stata mai trovata in un gatto. LEGGI TUTTO CLICCANDO SUL TITOLO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>LONDRA &#8211; Alcuni veterinari britannici hanno rimosso con un&#8217;operazione chirurgica, la più grande palla di pelo che sia stata mai trovata in un gatto.<span id="more-8520"></span></p>
<p>Gemma, una gatta a pelo lungo di otto anni , aveva una palla di pelo del peso di 214 grammi che aveva riempito l’intero stomaco.<br />
I suoi proprietari avevano notato un nodulo solido sulla sua pancia ed avevano cominciato a preoccuparsi, e dopo tre giorni che la gatta aveva smesso di mangiare, senza perdere altro tempo, sono corsi dagli specialisti.</p>
<p><img class="alignleft  wp-image-8521" title="palla_pelo" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/uploads/2012/01/palla_pelo.jpeg" alt="" width="549" height="375" /></p>
<p>Se i suoi proprietari non avessero richiesto prontamente l&#8217;aiuto dei veterinari, l&#8217;animale sarebbe certamente morto, poiché il suo stomaco era ormai intasato di peli.</p>
<p>Nello studio del veterinario a Huntingdon, Cambs, è stata effettuata una radiografia che ha mostrato l’incredibile massa anche se in un primo momento si pensava che l’animale fose affetto da tumore.</p>
<p><img class="alignleft  wp-image-8522" title="palla_pelo2" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/uploads/2012/01/palla_pelo2.jpeg" alt="" width="549" height="431" /></p>
<p>E’ un problema abbastanza ricorrente per i gatti, ma questo era davvero insolitamente grande.<br />
Gemma, un gatto a pelo lungo inglese, è stato dichiarato idoneo e sano ed è tornato a casa dai suoi proprietari il giorno dopo il suo intervento effettuato all’inizio di questo mese. <a href="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/uploads/2012/01/palla_pelo1.jpeg"><img class="size-thumbnail wp-image-8523 alignright" title="palla_pelo1" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/uploads/2012/01/palla_pelo1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Da adesso in poi i proprietari avranno un occhio di riguardo in più per Gemma affinché una simile situazione non si ripeta più.</p>
<address><em>Questa foto è stata inserita in miniatura perché potrebbe turbare la sensibilità di qualcuno. Si tratta dell&#8217;aggromerato di peli estratto dallo stomaco del gatto. Per ingrandirla cliccateci sopra.</em></address>
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