
Feticismo, le cause
Il termine feticismo deriva dal portoghese “feitiço”=“artificiale”, poi “sortilegio” ed indica una pratica religiosa che consiste nell’adorare un oggetto di culto, un feticcio appunto. In sessuologia il feticismo è un comportamento deviante, che consiste in una morbosa concentrazione della meta sessuale su un elemento definito feticcio. È indice di un importante disturbo della personalità, e la gravità è in funzione della difficoltà o della incapacità di instaurare o mantenere relazioni di coppia.
Si possono descrivere tre forme di feticismo: la forma attiva, nella quale l’individuo usa attivamente il feticcio per eccitarsi; la forma passiva, quando vuole che il feticcio sia usato su di lui da un’altra persona; e infine la forma contemplativa, quando l’eccitamento deriva dal contemplare i feticci collezionati.
I feticci possono essere parti del corpo, oggetti, situazioni. Nella fattispecie:
- parti del corpo come capelli, seno, bocca, glutei…
-oggetti come indumenti, scarpe, biancheria…
-secrezioni corporee come sangue, sperma ma anche feci, urina e sudore…
-situazioni come donne incinte, handicappati, persone obese o anziane
Come nasce
-Nei soggetti che hanno subito violenza sessuale nella sfera affettiva in età infantile avviene per associazione con zone del corpo attraverso un meccanismo di fissazione.
-Nei soggetti che hanno sviluppato nella prima infanzia una persona come persona frammentaria: la madre rimane una serie d’impressioni separate l’una dall’altra, con un seno che nutre, una voce che consola, una bocca che bacia e così via. In questo modo l’adulto comporrà poi l’immagine del partner ideale.
-Per sovracompensazione nei soggetti con forte complesso di inferiorità ,per cui il soggetto nella vita sessuale estrinseca la possibilità di concretizzare un privilegio, una qualità (tipico nel feticista passivo). Secondo una specifica teoria freudiana il feticismo può essere originato dall’inconscio rifiuto in epoca infantile che si oppone al trauma della scoperta della mancanza dell’organo genitale maschile nella madre.
L’ostentazione sessuale tipica nei feticisti arreca nel tempo grosse difficoltà ad avere orgasmi. Infatti a parità di stimolo la reazione diminuisce nel tempo. Quanto più è maniacale l’ossessione sessuale, tanto minore il soddisfacimento. Ma anche l’inverso: meno soddisfacimento procura l’ossessione, più maniacale diventa l’ossessione stessa. E’ un circolo vizioso.
Fra i più diffusi feticismi, vi è il feticismo del piede. In questo caso il feticista è attratto solo dai piedi che diventano l’oggetto principale o addirittura l’unico oggetto della sua attrazione e prova piacere non solo nel vederli, ma anche nel leccarli, baciarli, annusarli e nell’esserne masturbato. Specie nelle pratiche erotiche, sono molto diffusi il trampling, consistente nel farsi calpestare dal partner, il tickling, ossia il farsi solleticare, lo sneaking, che comporta l’uso delle scarpe.
Alcune tipologie particolari di feticismo:
Ibristofilia : essere sessualmente attirati dalle persone che hanno commesso un crimine.
Eritrofilia : attrazione sessuale per le persone che arrossiscono.
Siderodromofilia : essere sessualmente eccitati dai treni.
Brontofilia : essere eccitati dai temporali.
Emetofilia : essere sessualmente eccitati dal vomito o dal fatto di vomitare.
Pigmalionismo : feticismo rivolto alle statue
Tricofilia : eccitazione sessuale provocata dai peli.
Agalmatofilia : essere sessualmente attirati da manichini di plastica nudi.
Il feticismo non va incoraggiato. Su molti forum e siti web, in relazione ai feticismi, si possono apprendere tecniche di seduzione, è importante capire che il feticismo è una patologia ed è ancora più fondamentale che sia il soggetto feticista a rendersene conto. Per far capire l’entità patologica, è bene precisare che nel DSM IV (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), il feticismo è situato tra le parafilie, ovvere tra i disturbi sessuali come la zoofilia e addirittura la pedofilia. Si tratta di disturbi del tutto differenti ma di entità rilevante: spesso accade che il feticista non riconosce questa come una patologia ma come “un’attitudine” oppure “un semplice bisogno” e nella coppia tenderà a sminuire il proprio status.
La mancata consapevolezza può provocare problemi nella coppia. Il feticista può avanzare determinate richieste al proprio partner e da qui si potranno avere tre differenti situazioni: nella prima, il partner sano si rifiuta di assecondare certe perversioni e il feticista sarà insoddisfatto. Nella seconda ipotesi, neanche il partner si rende conto dell’entità della patologia ed asseconda i bisogni del feticista fino a che, questo ultimo, evolverà la sua patologia ed inizierà a chiedere sempre di più, risultato? Anche in questo caso il feticista sarà insoddisfatto. La terza situazione si verifica quando il feticista si troverà davanti un partner che abbia patologie complementari alla sua così da assecondare il feticismo fino all’esasperazione che, per la terza volta, non significa soddisfazione.
È molto difficile uscire da questo disturbo sessuale perché il feticcio diviene una condizione indispensabile per raggiungere l’orgasmo. Tuttavia non è impossibile uscirne. Consiglio in primis un/a partner che predilige una vita sessuale ordinaria così da correggere la propria condotta sessuale e non alimentarla.
Come sempre, se ci sono dubbi o volete esporre una vostra esperienza, potete usufruire del box dei commenti appositamente situato qui in basso.
A cura della Dott.ssa Anna Maria Sepe,
specialista in Psicoanalisi Induttiva e Ipnosi traslativa.
Anna Maria Sepe
il giovedì, novembre 10th, 2011 alle ore 05:30 .Categorie: Psicologia.









Gentile Dott.ssa.
Sono del parere che le sue teorie abbiano un nonsochè di MEDIOEVALE, trovo inoltre che siano assolutamente indegne per una laureata in medicina dell’epoca moderna.
caro/a joe, io credo che la tua risposta a quanto abbia pubblicato la dottoressa in relazione a queste informazioni sulle forme miste di feticismo, sia in un certo senso carica di rabbia e della non voglia di volerlo capire ed osservare dalle diverse angolazioni, se secondo te è così ok, va bene…ma mi sa che ti stai sbagliando tra le varie provocazioni e i diversi sistemi di seduzione che esistono oggi a differenza di quelli di anni fa, effettivamente siamo più aperti e perchè no, forse troppo!!! ma da qui a parlare di feticismo ce ne manca parecchio direi… il feticismo e tutte le sue forme sono una malattia ed una vera perversione di piacere ed orgasmo dato addirittura dalla puzza o alla vista di urina e feci….tu questo me lo chiami medievale????…. se raggiungi un orgasmo sentendo la puzza dei piedi o guardando urinare ecc. pensi che sia una cosa tanto normale? o magari emancipata??? mah!!!
ti quoto…!
[...] un concetto di mamma “frammentario“, questo atteggiamento è riconducibile al feticismo. -In caso di buio, lasciare una luce soffusa e fare in modo che sia il bambino a decidere quando [...]
Gentile Dott.sa,
sono pienamente d’accordo con il commento di JOE. Ovviamente, intelligente come è, avrà capito la mia passione (per di più non menzionata nel suo “dettagliato” elenco).
Allora Le dico subito che il mio feticcio mi fa stare bene, non ho assolutamente problemi nei rapporti sessuali come Lei dice. Certo, avere una compagna che condivida la mia passione farebbe funzionare il rapporto ancora meglio. Il mio feticcio è una cosa molto personale e, purtroppo, vista la chiusura mentale di tutti (compreso Lei) sono costretto a tenermelo per me e quasi a vergognarmi di parlarme. Ma, mi scusi, che male c’è ad avere una passione? Sono convinto che anche Lei ne ha una…..si racconti dottoressa….si apra pure….ci sono dei formun a noi dedicati…
Saluti
Ciao Nasino!
Non credo che si tratti di chiusura mentale perché come ho potuto leggere nell’articolo, non sono le passioni ad essere catalogate nel DSM, piuttosto sono patologie, è ovvio che ognuno di noi traccia una sorta di confine tra “sano” ed “insano”. Se la tua passione non supera quel confine, allora va bene, ma se lo supera come la mettiamo?
Guarda, ho scritto “ognuno di noi traccia un confine” perché da manuale diagnostico il confine è tracciato dal piacere: se il soggetto ricava piacere quasi esclusivamente dal feticcio e soprattutto, se l’esaltazione di questo è indispensabile durante un rapporto per provare l’orgasmo, allora penso che si possa definire in piena regola come una “patologia”.
D’altro canto, il sesso ha così tante sfaccettature che non si possono racchiudere nel rapporto in se’, anzi, se ci sono è meglio esplorarle… Su questo sono pienamente d’accordo. Ma Nasino, concorderai con me se ti dico che voler soffiare un naso, dal quale fuoriescono per lo più germi, oppure voler ricevere addosso della pipì che è costituita da materiale di scarto fisiologico….. non ti sembrano frutto di un’elaborazione malsana del piacere?
Insomma, se una persona può ricevere piacere da un semplice rapporto sessuale, perché ricorrere a certi espedienti?
chiarisco subito che non sono una psicologa, ma mi interessa molto il dibattito e penso che potrai intuire da solo il perché
Ma stiamo scherzando? ma che razza di articolo è mai questo?
è quanto meno offensivo, e indignante – come dire che ogni parafilia sfocia nel patologico, così non è assolutamente, si capisce che in ambito fetish che non serve certo praticare, vi sono pregiudizi che nemmeno il ventesimo secolo è riuscito a sbaragliare.
Il discorso che fai rivolgnendoti a nasino è quantomeno bigotto e veramente denota una certa ignoranza che non è quella dei libri intendiamoci, ma quella legata propria all’incomprensione verso le varie sfaccettature dell’animo umano che si esprime ovviamente anche nella sessualità.
Detto questo, i rapporti orali sono igienici? i rapporti anali sono igienici?
suvvia, non diciamo cavolate – questo articolo è solo un piglio per esternare un fastidio bigotto – perché allora no ai rapporti anali, no ai rapporti orali, no al sesso in generale.
Cos’è la maggior parte delle persone si sciacqua culo e varie prima di avere rapporti secondo Lei?
Insomma qui si parla davvero senza cognizione di causa, con quello stupore di chi le cose non le conosce e ne rimane indignato proprio perché nonè i grado ci capirle. Magari si è letto qualche cosa e ha fatto due più due con le sue di intuizioni.
Esistono certo parafilie non sane, questo sì, o altre che se esasperate sfociano nel patologico, in ogni caso nemmeno il retifista è di per sé pericoloso.
Questa visione univocamente denigrante sull’argomento è davvero offensiva.
Ma questi discorsi da dove arrivano? scommetto che la suddetta interessata è una che non si perde un dibattito della Panicucci a domenica cinque o che scuote la testa in segno d’assenso quando i preti condannano i pedofili…questo mondo pieno di nastrini e sentimenti puliti, candidi, privi di realtà…Deleuze riteneva la psicanalisi, ma sopratutto la psicoterapia la rovina dell’individuo, riteneva tale disciplina una meccanica logica costruita per manovrare ciò che è immanovrabile…
Lascia perdere manuali, tecniche e congetture fatte per capire il confine, guarda in faccia le persone, ascolta quello che hanno da dirti, i loro sentimenti, i loro piaceri…
Ci sono stati uomini che hanno condannato questa borghesia emotiva, hanno parlato di assassini o potenziali assassini, pronti a uccidere nel caso le cose non fossero come loro le hanno prestabilite…
Ah già, ci fu un uomo, mi sembra di ricordare che aveva in passato tracciato un confine tra sano e insano…era il primo ministro tedesco degli anni 30…forse ti troveresti d’accordo con le sue opinioni, d’altronde anche lui aveva semplicemente tracciato una linea….
la psicoanalisi e la psicoterapia servono eccome. Queste tecniche hanno salvato la vita a molte persone, la depressione è una malattia e va curata. Le parafilie sono, per antonomasia, patologie e qualsiasi cosa portata all’estremo è dannoso, pure l’ingurgitare dolci.
Nell’articolo si parla di pratiche portate all’estremo, se vi piace farvi calpesare (per dirne una a caso), va anche bene così. Ma questo non vi fa pensare?
Magari vi mangiate le unghie perché vi rilassa, ma non provate a chiedervi perché ve le mangiate? Lo fate e basta? E’ umano farsi domande ed è umano cercare risposte.
Personalmente mi pongo molti inetrrogativi e questo non fa altro che accrescere la mia capacità introspettiva e la mia autoconsapevolezza ma mi rendo conto che c’è chi si pone interrogativi e chi no.
V. e GISY SCREAM. Se vi chiedo PERCHE’ avete delle “attitudini”, voi mi sapete rispondere?
Per piacere, provate a rispondermi moderatamente, senza offendere (già mi è stato dato della stupida bigotta e non l’ho apprezzato affatto, le discussioni sono fatte per confrontarsi, ne’ io voglio convincervi di niente, ne’ voi dovrete offendermi). Se vi siete sentiti offesi dall’articolo, non è un mio problema, di certo non c’è scritto da nessuna parte V. è malato… quindi non vedo perché devo leggere che posso essere paragonata al primo ministro tedesco… questa sì che è una grossa offesa.
Ma Anna, dimmi la verità: tu non hai nessuna passione?? Ricordati che io, come credo tutti che hanno un feticcio, non hanno prestazioni sessuali solo in presenza del feticcio stesso. Riepiloghiamo: io adoro le donne con il naso pronunciato e che si soffiano il naso rumorosamente. E questo è il mio feticcio. Bene. Ma ciò non significa che non mi piacciano le parti, diciamo, normali dell’attrazione sessuale come possono essere un bel seno oppure un bel fondo schiena. Quindi anche senza il feticcio….funziona tutto. Il mio feticcio è una particolarità che prediligo in una donna, tutto qui. Comunque, come ha detto giustamente la Gisy, è sicuramente poco igienico fare sesso in un determinato modo. Insomma questo confine di cui parli tu non mi sembra appropriato per i feticci.
Ciao Nasino, si che ho “passioni”, ma appunto sono passioni… come anche la tua dato che leggo: “io, come credo tutti che hanno un feticcio, non hanno prestazioni sessuali solo in presenza del feticcio stesso” – purtroppo molti riescono ad avere prestazioni solo ed esclusivamente esaltando il feticcio, è per questo che poi diventa una patologia, ma non è il caso di tutti… cmq tu non mi hai offeso neanche un po’, anzi sono stata molto contenta del confronto!
Beh, allora ti va di parlare un po’ delle tue passioni? Il confronto serve anche in questo. Di me ormai sai tutto.
Comunque se ti ho offesa, ti chiedo scusa. Non era mia intenzione. Io sono per il confronto. Pensa solo che noi con passioni un po’ particolari ci siamo sentiti un po’ giudicati con troppa fretta.
Scusa di nuovo
A questo punto un bacino…..sul naso
Ciao Nasino
meglio così va’…!
mi sa che anna non risponderà perché usa il suo nome e cognome!
[...] un concetto di mamma “frammentario“, questo atteggiamento è riconducibile al feticismo. -In caso di buio, lasciare una luce soffusa e fare in modo che sia il bambino a decidere quando [...]
Questo articolo, a mio modesto avviso, non tratta il tema in questione secondo il rigoroso approccio scientifico che sarebbe invece richiesto. Mi sembra invece di leggere una specie di collage di contenuti ottenuto tramite semplice copia e incolla da varie fonti.
Per definire un quadro che sia patologico sono necessari la dipendenza compulsiva verso il feticcio e l’impossibilità di raggiungere l’eccitazione sessuale in assenza del feticcio stesso. Faccio qualche esempio banale: se a me piace giocare al lotto non significa affatto che sono malato, se invece mi riduco sul lastrico a causa del gioco allora evidentemente ci sarà qualcosa che non va… Ancora, io posso tranquillamente amare una particolare parte del corpo femminile come i piedi e al contempo provare l’orgasmo sia con un classico rapporto sessuale che con una masturbazione effettuata con i piedi. Non vi è assolutamente nulla di anormale, si tratta solamente di una delle variegate sfaccettature della sessualità umana. Invece io comincerei a preoccuparmi se non riuscissi a provare piacere senza l’utilizzo dei piedi o se improvvisamente, in mezzo a una strada, io dovessi aggredire una sconosciuta buttandomi a terra ai suoi piedi per baciaglierli. La differenza è sostanziale, mentre leggendo l’articolo si evince “ti piacciono i piedi” = “sei feticista” = “sei malato”. Poi addirittura si fa ulteriore confusione tirando in ballo nientemeno che la zoofilia e la pedofilia…
Ma la cosa più grave, in base alle differenziazioni che ho appena evidenziato, a mio avviso è quando si dice “il feticismo non va incoraggiato”. Cosa significa questo, che la sessualità deve limitarsi al pene e alla vagina eliminando qualsiasi altra parte del corpo e perfino degli elementi di fantasia erotica? Quindi se a me piacciono dei bei sederi alla brasiliana occorre che ci sia qualcuno che mi “corregga” riportandomi sulla retta via che porta verso la vagina? E qui si evince una certa pericolosa ignoranza di fondo, perché citando il DSM di qualche anno fa (altro che medioevo!) l’omosessualità era una malattia psichiatrica che andava di certo curata e non incoraggiata…
Non entro nello specifico del “calderone” di feticci, ma faccio notare che il trampling (sempre fatta salva la dipendenza compulsiva e l’incapacità di raggiungere altrimenti l’orgasmo) tecnicamente non rientra nel feticismo ma casomai tra le parafilie non specificate.
Per fortuna esistono psicologi meglio informati e più aggiornati, come quelli che consigliano di ricorrere maggiormente alla fantasia e a nuove sperimentazioni per ravvivare un rapporto di coppia…