Italia, allarme cibo radiattivo

CESIO IN CINGHIALI

Sembra che questo 2013 sia l’anno degli scandali alimentari. E’ iniziato con la carne di cavallo spacciata per manzo e venduta in mezza Europa, Italia compresa. E’ andata avanti con i dolcetti Ikea in cui erano state trovate tracce di colibatteri, tipici da contaminazione fecale.

Gli scandali alimentari non risparmiano i prodotti ittici con le capesante contenenti cadmio rinvenute sul mercato di Chioggia (Ve). Ricordiamo anche il caso dell’insalata contenente veleno per topi partita dall’azienda italiana “Ortofrutticola La Trasparenza” e venduta in Germania. Il nuovo allarme riguarda alimenti radiattivi e non si tratta solo di cinghiali.

L’allarme cibo radiattivo è scattato in Italia con il caso dei cinghiali piemoentesi. Le contaminazioni sarebbero dovute alla tragedia di Chernobyl: “Il Cesio 137, l’isotopo fuoriuscito dal reattore esploso dall’incidente di Chernobyl e caduto sui territori italiani, è ancora presente in molti terreni e può concentrarsi in alcune specie vegetali e animali, come funghi e selvaggina”, spiega Stefano Ciafani vice-presidente nazionale di Legambiente.

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La questione non riguarda solo gli animali, di per sé spie della presenza di radioattività nel terreno. «La presenza di Cs137 è stata rilevata, in tracce, anche in altre tipologie di campioni quali latte, miele, succo di mirtillo e funghi. Le concentrazioni più elevate sono state rilevate in alcuni campioni di funghi delle specie Boletus edulis, porcino comune, e Xerocomu badus, specie poco pregiata e poco consumata».

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Gli enti di competenza hanno predisposto ulteriori analisi per contrllare la radioattività su latte, funghi e frutti di bosco. Anche l’Arpa Piemonte ha programmato un suo monitoraggio. L’Asl ha messo a disposizione un numero (0161-593026) per chiarire i dubbi sul consumo di carne e altri alimenti.

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