
Indosseremo delle centrali elettriche ambulanti?
Alcuni scienziati dell’Università del Sud della Carolina hanno scoperto il modo per trasformare le più comuni ed economiche T-shirt in tessuti in grado di immagazzinare energia elettrica.
L’intuizione è del professore universitario Xiadoing Li e del ricercatore Lihong Bao.
Dopo aver acquistato una semplicissima T-shirt in un discount del posto, i due cervelloni hanno pensato come trasformarla in una sorta di centrale elettrica ambulante.
Istruzioni per l’uso.
I ricercatori hanno immerso la maglietta in una soluzione di fluoruro. Poi l’hanno lasciata asciugare e infine l’hanno cotta in un forno ad alta temperatura. Il risultato è stato che le molecole di cellulosa si erano trasformate in carbone attivo, ma tutte le caratteristiche della maglietta – peso, forma, flessibilità – erano rimaste inalterate.
Visto che la cosa funzionava, gli scienziati sono andati anche oltre coprendo le fibre della T-Shirt con ossido di manganese e ottenendo prestazioni elettriche migliori.
E gli effetti collaterali?
C’è da chiedersi se tutto questo non sia pericoloso per la salute di chi indossa questi capi d’abbigliamento. E qui il discorso va diviso in due perché bisogna andare a vedere se è dannoso il processo chimico con cui si trasforma una maglietta in una pila elettrica e se poi fa male indossarla.
La risposta alla prima domanda è apparentemente “no”. Gli scienziati assicurano che – a differenza di precedenti metodi usati per ottenere risultati simili – non vi è l’uso di alcun agente chimico che potrebbe far male alla salute.
La risposta alla seconda domanda, invece, è molto più complessa: non è affatto detto che, alla lunga, indossare un accumulatore di energia non faccia male.
Ma per smentire questi timori ci saranno a breve nuovi studi scientifici.

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