
La tragedia di Chernobyl: le conseguenze sulla vegetazione
Gli scienziati hanno scoperto il segreto della vegetazione di Chernobyl. Come è possibile che si è formata una folta vegetazione nella zona del disastro di Chernobyl? Le piante si sono adattate ad un suolo altamente radiattivo, la maligna eredità lasciata il 26 aprile, 1986 dall’esplosione della centrale nucleare ucraina.

PhotoCredit: aboutmyplanet.com
In seguito al disastro di Chernobyl, un team di ricercatori, ha avuto modo di osservare come le piante sono abili nell’adattarsi ad un ambiente altamente contaminato. Durante una ricerca preliminare, il team di ricercatori aveva notato come le piante di soia riuscivano a prosperare sul suolo radioattivo ma con ampie ripercussioni sul proteoma; in altre parole, tutte le proteine prodotte della pianta erano alterate.
Il proteoma è l’insieme di proteine in un sistema biologico, esso ha un range più ampio del genoma in quanto le proteine sono date da una combinazione diversa di geni ed a modificazioni come la glicosilazione o la fosforilazione.
Gli scienziati hanno effettuato nuove ricerche e hanno messo a confronto una semina di Lino in territorio contaminato, con una coltivazione su suolo non radioattivo; anche in questo caso ci sono state alterazioni, il 5% del proteoma della prima coltivazione -sul suolo radioattivo- è risultato modificato.
Tra le proteine modificate, i ricercatori affermano che ci sono quelle responsabili della comunicazione chimica e “molecole segnale” che hanno aiutato la pianta a prosperare nonostante la forte radioattività. Le piante non sono immuni alle radioazioni ma semplicemente riescono ad adattarsi bene, di certo meglio degli esseri umani;
e poi la tv ci chiede ancora se ripristinare le centrali nucleari d’Italia?
Anna De Simone
il mercoledì, gennaio 19th, 2011 alle ore 05:00 .Categorie: Bad Tecnology, Inchieste, Nucleare.











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