Terremoto in Giappone, il mondo teme una catastrofe nucleare

Tre giorni dopo il terremoto a Sendai, Giappone, l’intero globo ha paura di una catastrofe nucleare. Ecco un resoconto per analizzare gli eventi, il video dell’esplosione e una galleria fotografica.

gli orari sono quelli italiani e gli aggiornamenti saranno inseriti nei commenti

Lunedì 14 Marzo: Due esplosioni sono state registrate questa mattina sul Reattore n.3 della centrale di Fukushima in Giappone. L’esplosiona ha ferito 11 persone. Secondo la NISA (Industria Nucleare per la sicurezza aerea), il reattore non avrebbe “subito danni”. Al contrario, un errore di raffreddamento del reattore è stato osservato durante la giornata di ieri.Lunedì 14 Marzo: il Giappone è ancora in bilico, non ci sono informazioni certe riguardo lo stato di molti suoi impianti nucleari. Sempre nella centrale di Fukushima, si è verificata un’esplosione lo scorso sabato nella struttura che ospita il reattore n.1. Il giorno seguente, domenica 12 marzo, il reattore n.3 ha subito un danno a causa di un guasto del raffreddamento. In totale, più di 10.000 persone sono morte durante il terremoto e secondo l’ONU, 590.000 persono sono state evacuate per almeno 3 giorni.

Bollettino di Domenica 13 Marzo: Secondo la Associated Press, sono 6 le centrali nucleari in allarme per rischio di contaminazioni. Il Giappone ha un totale di 55 reattori nucleari dislocati in 17 centrali differenti.

Domenica 13 Marzo, h. 20:00: Nicolas Hulton e Daniel Cohan-Bendit hanno chiesto un dibattito nazionale per discutere dei rischi nucleari. Il ministro dell’ambiente Nathalie Kosciusko-Morizet, nel frattempo, afferma che l’energia nucleare non dovrebbe essere “abbandonata”.

Domenica 13 Marzo, h. 15:00: Un nuovo impianto nucleare è stato messo in stato di allerta. Si tratta della centrale di Onagawa in cui il livello di radioattività supera la soglia normale di radiazioni.

 

Domenica 13 Marzo h. 12:00: Il primo ministro giapponese afferma che questo evento “è la peggiore crisi per il Giappone ed è seconda solo alla seconda Guerra Mondiale”. Il primo Ministro Naoto Kan, in una conferenza stampa coordinata dalla BBC ha affermato che “lo stato della centrale di Fukushima continua ad essere grave”.

Domenica 12 Marzo h. 8:35: Dopo il reattore n.1, è il reattore n.3 ha dare grosse preoccupazioni. Leggendo i comunicati stampa emessi dalla società Tokyo Electric Power (TEPCO), si nota che le autorià riconoscono che la fusione parziale è “possibile” nel cuore del reattore n.3, in conclusione, il limite di radioattività è superato perché il reattore non è più raffreddato. Iniziano le prime emissioni di vapore radioattivo nell’ambiente.

Domenica 12 Marzo h. 8:24: Secondo la polizia ufficiale della Prefettura di Miyagi, il terremoto ha ucciso oltre 10.000 persone e 100.000 soccorritori sono giunti sul posto. (cit. ABC news)

Sabato 12 marzo: è crollato un muro presso la centrale nucleare di Fukushima, non si capisce se il crollo è una diretta conseguenza del terremoto o di una esplosione causato però dal terremoto. Il programma di utilità TEPCO afferma che il reattore non è a rischio ma che ci sono “problemi di raffreddamento”.Sabato 12 marzo 8:16: L’agenzia di sicurezza nucleare è in stato di allerta, il reattore n1 potrebbe essere gravemente danneggiato. Il sito si trova a 250 km a nord di Tokyo. Secondo l’AFP, “lo stato di allerta è stato dichiarato in risposta ai livelli di radioattività superiori ai livelli consentiti registrati nella zona vicino alla stazione“. La TEPCO (Tokyo Electric Power) fa un annuncio alla popolazione avvisando la probabile chiusura di due centrali nucleari danneggiate dal terremoto. Si tenta il possibile per la rimessa in sicurezza e per tamponare al massimo i possibili danni dati dalle scosse di assestamento.

Venerdì 11 marzo 06:46: Un terremto di magnitudo 8,9 ha scosso il Giappone provocando uno tsunami impressionante. L’epicentro è situato vicino alla città di Sendai nel nord dell’Iraq.

5 Commenti to “Terremoto in Giappone, il mondo teme una catastrofe nucleare”

  1. Anna De Simone

    Mar 14. 2011

    L’aria di isolamento dalle centrale, ufficialmente è stata di 10 km, in secondo momento l’hanno alzata a 30 km ma se si effettuano osservazioni aeree i posti di blocco sono a ben 60 km di distanza!!!

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    • Anna De Simone

      Mar 14. 2011

      Un ex progettista di centrali nucleari giapponesi ha accusato il governo giapponese di non dire tutta la verita’ sulla situazione degli impianti atomici danneggiati dal terremoto.
      Masashi Goto, in una conferenza stampa a Tokyo di cui da’ notizia la BBC, ha detto che per il Giappone si prospetta una crisi gravissima, che uno dei reattori dell’impianto di Fukushima-Daiichi e’ “altamente instabile” e che le conseguenze di un’eventuale fusione sarebbero “tremende”.
      Finora il governo giapponese ha detto che un’eventuale fusione non porterebbe al rilascio di dosi significative di materiale radioattivo. Goto e’ di diverso avviso: secondo lui i reattori di Fukushima-Daiichi sono sottoposti a aumenti di pressioni ben oltre i livelli previsti quando sono stati costruiti.
      C’e’ il grave rischio di una esplosione con materiale radioattivo ‘sparato’ su un’area molto vasta, ben oltre l’area di evacuazione di venti chilometri imposta dalle autorita’. Goto ha detto che nel reattore 3 di Fukushima-Daiichi, dove la pressione sta salendo a rischio esplosione, e’ stato usato un tipo di combustibile chiamato Mox (un misto di ossido di plutonio e ossido di uranio): il fallout radioattivo potrebbe essere due volte peggio. L’esperto nucleare ha accusato il governo di nascondere deliberatamente informazioni vitali: “Non e’ stato detto abbastanza su come e’ stato ventilato l’idrogeno”. Goto ha anche descritto come “altamente inconsueto e pericoloso” l’uso dell’acqua di mare per raffreddare i reattori di Fukushima-Daiichi.
      Descrivendo lo scenario peggiore, l’esperto ha detto che vi sarebbe “la fusione del nucleo. Se le barre cadono e si mescolano con l’acqua il risultato e’ un’esplosione di materiale solido, come un vulcano che diffonde materiale radioattivo.
      Vapore o una esplosione dell’idrogeno possono disperdere le scorie oltre 50 chilometri. E il tutto rischia di essere moltiplicato: ci sono molti reattori nella zona, cosi’ ci potrebbero essere molte Cernobyl”.
      fonte: rainews24.rai.it

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