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Coltivazione di bambù gigante in Italia, costo e profitto

Pubblicato da
Redazione

coltivazione bambù gigante in italia

Nell’articolo si analizzano i vantaggi della coltivazione di bambù gigante in Italia. Gestione dei costi e dei potenziali profitti, vantaggi aziendali e tanto altro.

Premetto che sono un agronomo che ha lavorato molto all’estero in Africa, Medio e Cina. Sono rientrato l’autunno scorso dopo quasi due anni trascorsi in Ghana dove fra le altre cose ho svolto attività di consulenza agronomica per il Ministero dell’Agricoltura.

Mi sono occupato di diverse iniziative dalle coltivazioni di stevia, alla palma da olio, alle nuove forestazioni di bambù gigante. Compagne straniere quali Ecoplanet, un’ente britannico di venture capital etico stanno investendo svariati milioni di euro, su un’ area di 20.000 ettari nell’Ashanti in vivai e piantagioni di bambù gigante.

Ma le maggiori sorprese le ho avute qui al mio rientro in Italia: la prima che un giovane imprenditore romagnolo ha avuto l’idea di avviare coltivazioni di bambù gigante su scala industriale raggiungendo con un’abile azione di marketing , attraverso i suoi Partners Commerciali, già oltre un migliaio di ettari piantumati.

La seconda, che la maggior parte dei miei colleghi agronomi ignorano questa coltura e sono quindi scettici a proporre questa grossa opportunità ai nostri amici agricoltori che non versano certo in buone acque, se non addirittura ostili.

Coltivazione di bambù gigante, vantaggi

Ma tralasciando le ragioni per cui alcuni Fondi investono milioni di euro in queste coltivazioni, e non parliamo di dilettanti, esaminiamo i “perchè” vale la pena , per chi ha dei terreni irrigui, investire anche “solo” qualche migliaio di euro:

  • il Phyllostachys edulis è una graminacea come il grano ed il mais ma con fusti (culmi) di 15-18 mt d’altezza
  • cresce facilmente ovunque in Italia, anche in terreni sassosi, scoscesi, escluso quelli paludosi, ma ha bisogno d’irrigazione, resiste fino a – 20° C
  • costo impianto per ettaro oscilla fra i 14.000-20.900 € a seconda del numero di piante per ettaro
  • costi di gestione modesti relativi solo a consumo acqua 30/40 mc ettaro la settimana in caso di siccità e due concimazioni all’anno
  • NO trattamenti diserbanti o antiparassitari o potature, possibilità di avere germogli BIO
  • la sua invadenza è per noi una risorsa ma và controllata già all’inizio con un piccolo fossato perimetrale
  • in primavera si raccolgono i germogli ed in inverno le canne (culmi)
  • stimo il tempo per la raccolta in 90/120 giornate all’ anno per ettaro
  • redditività dal 4-5 anno 25.000/35.000 € , in primis dai germogli, a salire di anno in anno
  • se una pianta ogni anno produce 4/5 germogli quindi partendo con 1000 piante il 2° anno avrò 4000 germogli il 3° 16.000 il 4° 64.000 germogli moltiplicando per 2€/kg più qualche culmo venduto in inverno avete quella redditività
  • esistono già società che all’atto della vendita delle piante firmano un contratto di ritiro di germogli e culmi pagando il miglior prezzo di mercato ( attualmente 2€ /kg germogli 12€ culmi)
  • sono decine le applicazioni industriali: laminati, biomasse, farmaceutici, filati, cellulosa per carta, oggettistica, mobili, pellet, ecc. oltre ai germogli ottimi per la cucina etnica e vegetariana

a cura del dott. Massimo Somaschini, Senior Agronomis & bamboo expert

Nella foto in alto, bambuseto sulle colline dell’astigiano
Nella foto centro-pagina, raccolta di bambù derivata da una piccola piantagione di bambù in Italia. Una piantagione di bambù amatoriale situata nell’hinterland milanese.