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Energia

Cosa succede se la caldaia va in blocco

Pubblicato da
Roberto Rais

Manutenzione caldaia

Con l’utilizzo quotidiano, o dopo periodi di mancata fruizione, può capitare che la caldaia vada in blocco, smettendo di funzionare e generando un po’ di preoccupazione nel proprietario della casa, posto dinanzi all’eventualità di rimanere senza riscaldamento o senza acqua calda.

Insomma, una situazione che sarebbe certamente opportuno scongiurare, visto e considerato che da una simile condizione possono scaturire diversi pregiudizi che – con l’inverno alle porte – sarebbe certamente il caso di voler evitare.

Ma per quali motivi le caldaie possono andare in blocco? Come sapere se la caldaia funziona? Perché improvvisamente l’impianto smette di funzionare?

Cause della caldaia che va in blocco

Cominciamo con il rammentare che un controllo periodico della caldaia rappresenta certamente il miglior metodo per poter evitare ogni evento pregiudizievole, limitando i disagi e le manutenzioni straordinarie e – dall’altra parte – migliorare l’efficienza dell’impianto e contenere i costi energetici.

Tra le determinanti più comuni del blocco della caldaia rammentiamo brevemente – a titolo non esaustivo nella gamma delle più diffuse – il danneggiamento delle valvole, la chiusura dei termosifoni, una incongrua pressione dell’acqua, i problemi alla candeletta di rilevazione, e così via.

Purtroppo per voi, queste sono solamente alcune delle cause più comuni (individuate le quali sarà presumibilmente possibile intervenire in autonomia). Vi sono tuttavia cause molto più specifiche e tecniche, e pregiudizi che non possono essere risolti senza il necessario intervento di un tecnico.

Cosa fare in caso di caldaia che va in blocco

Ancora prima di contattare il tecnico o – se ve la sentite! – mettere in prima persona le mani sull’impianto, è preferibile cercare di dare uno sguardo ad alcuni elementi che potrebbero fornirvi importanti indizi sulle cause che hanno determinato il blocco della caldaia. Controllate pertanto che la caldaia abbia un costante e regolare accesso alle fonti di alimentazione elettrica e di combustibile, che possa avere a disposizione l’acqua, che la pressione dell’acqua nella caldaia sia intorno a 1,5 bar (in alcuni casi la pressione potrebbe essere leggermente superiore, ma mai oltre 2 bar).

Potrebbe inoltre essere utile, come operazione preliminare sulla manutenzione della caldaia, connotata da caratteri di evidente semplicità, cercare di procedere con un’operazione di riavvio: individuate nella vostra caldaia un pulsante “Reset”, premuto il quale verranno riapplicate le originarie impostazioni di fabbrica.

Se le semplici mosse che sopra abbiamo scelto di condividere con voi non hanno prodotto i risultati sperati, e la caldaia non si accende o dopo essersi accesa va immediatamente in blocco, meglio contattare un tecnico di fiducia, regolarmente abilitato, che possa fare un check up completo non solamente all’unità caldaia, quanto altresì a tutto l’impianto termoidraulico.

Nel far ciò, vi consigliamo di non saltare a conclusioni eccessivamente pessimistiche! Anche se può essere una seccatura quella di convocare il tecnico a casa propria e sottoporre l’intero impianto a un monitoraggio attento, molto frequentemente scoprirete che la causa della caldaia che va in blocco è abbastanza “banale”, e che di conseguenza i rimedi non saranno così dispendiosi come magari state valutando in prima battuta.

In ogni caso, il nostro consiglio è quello di sottoporre la vostra caldaia ai programmi di manutenzione che sono suggeriti dal produttore e dal tecnico installatore: così facendo riuscirete a evitare l’insorgenza della maggior parte dei problemi, ed eviterete altresì che la vostra caldaia perda troppa efficienza energetica.

Vi suggeriamo inoltre, ai minimi segnali di malfunzionamento, di correre ai ripari contattando quanto prima il vostro tecnico di riferimento: trascurare alcuni “indizi” negativi che la vostra caldaia vi sta lanciando, potrebbe infatti pregiudicare in modo grave la bontà dell’impianto e il suo funzionamento nei periodi di più intensa fruizione.

Caldaia va in blocco per pressione bassa

Uno dei motivi per cui la caldaia va più frequentemente in blocco è rappresentato dalla scarsa pressione di cui può godere.

È questa una situazione non troppo rara, per poter risolvere la quale non sarà necessario nemmeno chiamare il proprio tecnico di fiducia: una prima operazione di intervento se la caldaia rimane senza acqua o se la caldaia va in blocco quando si apre l’acqua calda può infatti essere effettuata recandosi direttamente presso lo stesso impianto e dando uno sguardo al livello di pressione.

Sebbene molto dipenderà dalle indicazioni del produttore, tenete in considerazione che una caldaia a “freddo” (non attiva) dovrebbe avere un indicatore di pressione compreso tra 1 e 1,5 bar, mentre una caldaia attiva dovrebbe poter avere una pressione tra 1,5 e 2 bar.

Se invece notate che la pressione della caldaia a freddo è inferiore a questo livello, è possibile che la pressione troppo bassa sia la causa principale che impedisce il corretto funzionamento dell’impianto, con ciò che ne consegue sulla possibilità della caldaia di poter operare per riscaldare l’acqua che viene erogata dai rubinetti del bagno e della cucina, o ancora per poter riscaldare i termosifoni.

Ma cosa fare in questi casi?

Se la caldaia va in blocco per pressione bassa, come prima cosa dovrete pertanto controllare il livello di pressione e, nel caso sia troppo bassa rispetto alle indicazioni del produttore, procedere con l’alzare tale soglia mediante l’utilizzo della valvola che è individuabile nella parte inferiore dell’unità.

Giratela lentamente, senza “strappi”: una virata troppo vigorosa potrebbe infatti condurre delle bolle d’aria all’interno dell’impianto, andando pertanto a richiedere lo sfiato dei termosifoni al fine di far fuoriuscire le sacche d’aria così create.

Girando la manopola, cercate di portare la pressione della caldaia sui livelli indicati dal produttore. Fatto ciò, fate delle prove aprendo i rubinetti dell’acqua calda sanitaria del bagno o della cucina: se l’acqua viene riscaldata regolarmente, avete fatto un buon lavoro.

Attenzione solamente, in questi casi, a non spingere la pressione della caldaia su livelli troppo elevati, che potrebbero condurvi ad altri malfunzionamenti. Nel caso abbiate compiuto questo errore, procedete a ridurre la pressione utilizzando il tubo di sfogo che trovate nella parte inferiore della caldaia, e che generalmente è manovrabile da un’altra valvola.

Potete inoltre aiutarvi sfiatando i termosifoni, partendo da quelli posizionati più lontani dalla caldaia. Se al termine di questi tentativi non avete ottenuto la giusta soddisfazione, contattate il vostro tecnico di riferimento!