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Quanto fa male dormire poco? Rimedi naturali alternativi

Pubblicato da
Eliana Cortez

Se è nostra abitudine dormire poche ore per notte o comunque meno delle 7-8 ore di sonno consigliate, è meglio che rivediamo le nostre abitudini. Questa Infografica proposta dal Huffington Post ci spiega il perché.

dormire poco
E’ assolutamente incredibile vedere quanti effetti negativi può avere sul nostro organismo e sulle nostre facoltà cerebrali la scarsità di riposo di una sola notte. Se poi questa privazione di sonno diventa cronica, gli effetti si fanno addirittura devastanti: maggior rischio di infarto, obesità, diabete, tumori e sterilità.

Il sonno permette anche al corpo di purificarsi. Lo dimostra lo studio del National Institut of Health e se ci pensiamo bene ci è capitato diverse volte la notte come se qualcosa che non andava nel cibo cerca di uscire oppure dal colore delle urine del mattino che sono più scure e cariche di scorie.

Dormire poco……dopo una notte

Aumenta il senso di fame e la propensione a mangiare di più. Alcuni studi hanno trovato dei nessi fra la mancanza di sonno con effetti a breve termine quali la propensione a scegliere porzioni maggiori di cibo, alimenti a maggior contenuto calorico e con più carboidrati ed in generale ad optare durante la spesa per scelte meno salutari.
Più possibilità di avere un incidente. Dormire 6 ore o di meno triplica il rischio di incidenti collegati alla mancanza di concentrazione, secondo la National Sleep Foundation’s Drowsydriving.org. Inoltre, una sola notte di sonno carente può influire sulla capacità di coordinazione del guidatore secondo una ricerca della Manchester Metropolitan University. La mancanza di sonno rende in generale più goffi, al volante come in altre situazioni, secondo Prevention.

L’aspetto fisico ne risente. Il cosiddetto “sonno di bellezza” esiste davvero. Un piccolo studio pubblicato l’anno scorso da SLEEP ha rivelato che chi aveva dormito poco veniva giudicato meno attraente e apparentemente più triste, come aveva scritto l’Huffpost. Un altro studio del Medical Institutet di Stoccolma, in Svezia, ha rivelato che i soggetti stanchi vengono approcciati con più diffidenza. E il problema peggiora nel tempo: la mancanza di sonno è stata collegata anche all’invecchiamento della pelle.

Più possibilità di ammalarsi d’influenza. Un buon sonno è un un must per un sistema immunitario in salute. Infatti secondo uno studio della Carnegie Mellon University dormire meno di sette ore triplica il rischio di ammalarsi d’influenza.

Perdita del tessuto cerebrale. Un piccolo studio effettuato di recente su 15 soggetti, pubblicato sul giornale SLEEP ha rivelato che una sola notte di sonno carente si può collegare all’evidenza di perdite del tessuto cerebrale, come prova la misurazione dei livelli nel sangue di due molecole che solitamente aumentano in caso di danno cerebrale.

Maggiore emotività. Uno studio del 2007 di alcuni ricercatori della University of California, Berkeley e Harvard Medical School ha utilizzato la Magnetic Resonance Imaging per mostrare che in caso di carenza di sonno i centri emotivi del cervello aumentano la reattività del 60%. “E’ come se, un minor sonno facesse tornare il cervello ad uno stadio primitivo in cui non è in grado di mettere òe esperienze emotive nel giusto contesto e produrre risposte sensate e controllate”, spiega Matthew Walker, direttore del UC Berkeley’s Sleep and Neuroimaging Laboratory.

Minore concentrazione e problemi di memoria. Essere esausti significa un notevole calo di concentrazione e della memoria. Secondo Harvard poi, il sonno ha un ruolo nel consolidamento della memoria, diminuirlo può rendere più difficile l’apprendimento e la conservazione di ciò che si è imparato.

Dormire poco……dopo un po’

I rischi d’infarto aumentano del +400%. Una ricerca presentata alla conferenza SLEEP del 2012 suggerisce che dormire meno di 6 ore a notte può aumentare il rischio d’infarto per le persone di mezza età ed età avanzata. “Queste persone quando dormivano meno di 6 ore vedevano un aumento del 400% del rischio di sperimentare i sintomi dell’infarto rispetto ai loro coetanei che dormivano dalle 7 alle 8 ore”, ha spiegato ad Huffpost la ricercatrice Megan Ruiter, della University of Alabama at Birmingham.

Il rischio di obesità aumenta notevolmente. Non solo la carenza di sonno a breve termine porta ad un consumo maggiore di calorie, molti studi hanno dimostrato che esiste un collegamento fra la mancanza cronica di sonno e un maggior rischio di obesità nel tempo. Uno studio del 2012 di Penn State, ad esempio rivela che dormire meno di 6 ore a notte provocava una variazione nella presenza degli ormoni dell’appetito grelina e leptina. Un altro studio del 2012 pubblicato sull’ American Journal of Human Biology suggerisce che un sonno insufficiente modifica la regolarità dell’appetito e può portare a mangiare di più. Infine un altro studio ha scoperto che i partecipanti sottoposti a 5 notti di sonno carenti acquisiscono fino a quasi un chilo in più, forse a causa degli snack notturni.

Dormire poco, malattie degenerative

La “scienza del sonno” diventa cruciale per la prevenzione di molte malattie degenerative del cervello. Lo rivelano due studi americani pubblicati rispettivamente sulle riviste Science e The Journal of Neuroscience.

La prima ricerca ha come autrice Maiken Nedergaard, biologa danese che dirige un gruppo di scienziati alla University of Rochester nello Stato di New York. Il punto di partenza degli esperimenti condotti da questo team, è stata la ricerca di una “spiegazione evolutiva” del sonno: il sonno sia il momento in cui il nostro cervello “fa le pulizie” al proprio interno, elimina spazzatura, scorie. È un po’ l’equivalente di quello che il sistema linfatico fa con i nostri muscoli, eliminando l’acido lattico creato dagli sforzi.
Proprio come i muscoli sotto sforzo producono tossine, anche il cervello nell’attività diurna accumula “spazzatura”. Quando siamo svegli, il lavaggio automatico delle tossine procede a rilento, un modesto 5% rispetto al lavoro che svolge quando dormiamo. Durante il sonno, i fluidi del lavaggio cerebrale arrivano a occupare il 20% del volume del nostro cervello. Questi “detersivi” sono essenziali per eliminare le proteine dette beta-amiloidi ed altre, associate proprio con l’Alzheimer.

La seconda ricerca, condotta dal Center for Sleep and Circadian Neurobiology (University of Pennsylvania) col suo gruppo di ricercatori, ha dimostrato che se il deficit di sonno è cronico, il metabolismo cerebrale subisce danni gravi, i neuroni degenerano.

Negli Stati Uniti dai 50 a 70 milioni di persone soffrono disturbi cronici del sonno. Questa potrebbe essere la causa scatenante per una futura epidemia di Alzheimer, demenza e Parkinson, malattie neurodegenerative nelle quali appaiono proprio quelle proteine che noi eliminiamo nel sonno. Purtroppo la risposta non può venire dall’uso massiccio di sonniferi: il sistema lavora meno bene quando il sonno è “artificiale”. E allora, perché, se non riuscite a riposare bene, non provare con l’omeopatia?

Dormire poco, cura omeopatica

Ignatia amara
quando l’insonnia è causata da shock o stress emozionali e affettivi (separazioni improvvise, lutti inattesi). La persona che più beneficia di Ignatia è affaticata, lunatica e sempre di malumore, sbadiglia e sospira spesso. Ignatia amara, 9 CH, 5 granuli un’ora prima di andare a dormire.

Arnica montana
Quando si è troppo stanchi da non riuscire a dormire. L’insonnia che segue a un superlavoro fisico con affaticamento muscolare. Caratteristiche importanti per la scelta del rimedio sono la sensazione di indolenzimento muscolare e un’evidente scomodità del letto, legata alla percezione di estrema durezza del materasso, che causa un continuo ed estenuante rigirarsi. Arnica montana, 9 CH, 5 granuli un’ora prima di coricarsi.

Coffea cruda
Se il cervello continua a lavorare e non stacca mai. Insonnia da iperattività mentale. La mente è sveglia, il pensiero incessante, grande l’afflusso di idee. Il sonno è più volte interrotto nell’arco della nottata e non è mai ristoratore. Coffea cruda, 9 CH, 5 granuli un’ora prima di andare a letto.

Nux vomica
Per insonnia da sospensione di sedativi ipnotici tradizionali, da eccessivo stress psichico, da eccessi alimentari o alcolici. Indicato specialmente per chi si sveglia la mattina molto presto e non riesce più ad addormentarsi e per chi si sveglia più volte nella notte alzandosi al mattino irritato e arrabbiato per non aver chiuso occhio. Nux vomica, 9 CH, 5 granuli un’ora prima di andare a letto.