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Guide

L’Italia è in ritardo in materia di sostenibilità urbana

Pubblicato da
Carlotta Degl’innocenti

Le città italiane sono in ritardo sulla sostenibilità con un disequilibro tra Nord e Sud.

L’Istat ha sviluppato una panoramica sugli indicatori dell’ambiente urbano in un’ottica di un futuro sviluppo sostenibile in linea con il nuovo piano del Green deal europeo e Piano nazionale di ripresa e resilienza, PNRR, incentrato su alcuni temi dell’8th Environment Action Programme dell’Unione europea.

L’indagine ha considerato 109 comuni capoluogo di provincia o città metropolitane. Emerge un quadro lontano dagli obiettivi Ue in materia di sostenibilità urbana. Infatti, la maggior parte dei capoluoghi italiani sono in ritardo per quanto riguarda la sostenibilità. Le città metropolitane ancora lontane dalla media Ue per la gestione dei rifiuti, trasporto urbano così come per le aree verde per le città.

Sostenibilità urbana

Da una parte il comportamento dei cittadini si rivela più attento all’ambiente orientandosi verso il trasporto pubblico locale (+3,2% e +1,7% sul 2018).

Tuttavia, emerge che il 34,8% degli autobus in circolazione ha ancora più di 10 anni e il 28,1% di autobus è a basse emissioni sul totale di quelli utilizzati per il trasporto pubblico locale (rispetto al 23,5% del 2015).

Divari a livello regionale, tra nord e sud, per quanto riguarda la presenza di piste ciclabili che sono aumentate del 15,5% dal 2015, arrivando a una lunghezza media di 24,2 km per 100 km2 di superficie territoriale nei comuni capoluogo (a fronte di 21,0 km nel 2015) anche se nel Mezzogiorno la media resta inferiore.

Qualità urbana

Lo stesso per quanto la gestione dei rifiuti risulta che nessun capoluogo metropolitano ha raggiuto l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata in linea con la normativa europea.

Anche in materia di differenziata permane un divario tra Nord/Sud: si registra il 61,7% nel Nord, 51,7% nel Centro e 37,3% nel Mezzogiorno.

In totale, nel 2019, i comuni capoluogo hanno prodotto 10 milioni di tonnellate di rifiuti urbani (-0,1% sul 2018), circa un terzo del totale Italia (30,1 milioni di tonnellate, -0,3% sul 2018). La produzione pro capite di rifiuti è diminuita dal 2006 al 2016, anche se il valore è rimasto stabile.

Tra le città metropolitane,  Cagliari con il 64,3% di differenziata è il capoluogo più virtuoso avvicinandosi alla media europea. Anche Venezia e Milano superano il 60%.

Per quanto riguarda la forestazione urbana sono aumentate del 30% dal 2011 ad oggi, le aree verdi nei capoluoghi, arrivando a una superficie complessiva di 11 kmq. Le aree verdi contribuiscono a combattere l’inquinamento e a ridurre l’impatto ambientale.

Negli ultimi anni, si stanno diffondendo i progetti di forestazione urbana e periurbana per migliorare la qualità di vita dei cittadini.