Mini+eolico%3A+la+WWEA+punta+i+riflettori+sul+settore
tecnologia-ambienteit
/mini-eolico-wwea-punta-i-riflettori-settore/amp/
Categorie Eolico

Mini eolico: la WWEA punta i riflettori sul settore

Pubblicato da
Alessia

Mini eolico
Svelati i numeri del mini eolico: istallate a livello mondiale un milione di unità. In cima alla classifica la Cina, che rappresenta l’80% del mercato.

La World Wind Energy Association ha presentato questa settimana in occasione della mostra New Energy Husum (Germania), il suo ultimo Small Wind World Report Update. Secondo tale documento l’80% del mercato del minieolico è rappresentato da Cina, Stati Uniti e Regno Unito con l’associazione che stima la presenza di circa un milione di miniaerogeneratori in tutto il mondo.

La presentazione del Rapporto 2014  ha avuto luogo durante il quinto Vertice del mini eolico (5th World Summit for Small Wind) organizzato dalla World Wind Energy Association (WWEA) che si è tenuto nel corso di questa Settimana a Husum (Germania).

Le cifre di questa relazione non includono i mercati indiani e italiani, “così il numero di minigeneratori stimato da WWEA potrebbe essere vicino a un milione di unità in tutto il mondo” è stato dichiarato specificando che i dati raccolti si fermano al 31 dicembre 2012, quando la presenza di dispositivi contava 806mila aerogeneratori.

Con 570mila istallazioni la Cina si conquista il primo posto nel settore, pari al 70% del totale mondiale, con la metà dei dispositivi ancora oggi funzionanti con a seguire gli Usa, dove si contanto 155mila unità istallate.

 

In termini di potenza gli studi della WWEA hanno rilevato un aumento di capacità del 19% passando dai 576 MW installati nel 31 dicembre 2011, ai 687 MW di un anno dopo. Questo ha portato la Cina, a fine 2°12, a contare il 39% della potenza istallata mondiale, Stati Uniti 31% e Regno Unito 9,4%.

Ma tutti questi aerogeneratori da dove provengono? L’Associazione ha evidenziato la presenza di 5 mercati fondamentali per la distribuzione di piccoli dispositivi, che insieme rappresentano il 50% della produzione: Canada, Cina, Germania, Regno Unito e Stati Uniti.