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Raccontare una fiaba è un dono d’amore. Consigli alle mamme

Pubblicato da
Anna Sepe

L’utilità per il bambino nell’ascoltare fiabe coinvolge vari aspetti: intellettivo, relazionale e morale. Il bambino prova piacere ad ascoltare la voce dell’adulto ed inoltre, facendo parlare i sentimenti, viene interrotto il muro generazionale.

Per ciò che concerne l’etica, a 6-7 anni si inizia a strutturare il Super-Io. Il portatore della morale è il protagonista della fiaba con il quale il bambino si identifica. Le fiabe rispecchiano l’immagine interiore che il bambino ha di se stesso. Da qui si configurano i primi processi emotivi come l’ansia dell’abbandono (Hansel e Gretel), la sessualità (Biancaneve) o la rivalità fraterna (Cenerentola).

La fiaba che consiglio vivamente è “I tre porcellini”. Questa favola rappresenta la saggezza, il completamento dello sviluppo maturativo dell’individuo che si dimostra capace di affrontare le avversità (costruisce un muro di mattoni per difendersi dal lupo) attraverso le proprie risorse.
Con il racconto di una fiaba, si contribuisce a sviluppare nel bambino la capacità di ascoltare.

A volte sembra difficile scegliere la fiaba da raccontare ai bambini e soprattutto è difficile scegliere quale età è opportuna per quella determinata storia.

Qualche consiglio quando si raccontano le favole;

  • segui l’interesse del bambino, non guidarlo. Per lui è fondamentale non solo che il genitore si appassioni a ciò che racconta (come se la favola preferita fosse di entrambi), ma anche che i suoi intimi pensieri siano ignoti al genitore a meno che lui stesso non voglia esplicitarli.
  • capire se il bambino è recettivo per quella fiaba
  • se il bambino ti chiede di ripeterla è importante che venga fatto
  • non spiegare la morale, ognuno trae il suo significato a seconda della personalità e del momento di vita
  • non deve mai essere rivelato al bambino il motivo per cui gli piace la fiaba. Il significato dei simboli della fiaba nella realtà della sua vita deve rimanere segreto.
  • scegliere fiabe preferibilmente non illustrate, in quanto i disegni sviano l’immaginazione del bimbo dal modo in cui lui esprimerebbe la storia per conto proprio (non visualizzando immagini già confezionate per lui, si impegna a creare da solo le proprie rappresentazioni mentali).
  • il ruolo del narratore non deve essere esclusivo di un unico genitore, anzi, i genitori devono alternarsi nel racconto.

Il racconto di una fiaba al di là del contenuto è un momento intimo, un momento d’amore tra genitore e figlio, una sottile complicità che scongiura e allontana il bimbo da un imminente malessere emotivo; poiché il bisogno di amare è in ognuno di noi, questo esercizio fa bene anche a noi narratori.
Buona fiaba a tutti.

A cura della Dott.ssa Anna Maria Sepe,
specialista in Psicoanalisi Induttiva e Ipnosi traslativa.