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Alimentazione

Tipologie di insalata: le più comuni e le loro proprietà

Pubblicato da
Roberto Rais

Quali sono le principali tipologie di insalate in commercio

Le insalate sono uno degli alimenti più diffusi nelle cucine e nelle tavole degli italiani. Ma sai che esistono tante tipologie di insalata? E quali sono le caratteristiche delle varie tipologie di insalata?

Cerchiamo di saperne un po’ di più, cercando di capire quali sono le tipologie di insalata a seconda della stagione, e quali sono le specificità di ciascuna di esse!

Tipologie di insalata per stagione di riferimento

Iniziamo con un piccolo focus sulle tipologie di insalata per stagione di riferimento e, soprattutto, con una breve avvertenza: il termine insalata può infatti spesso portare a qualche equivoco, visto e considerato che la nostra mente è portata a immaginare spesso con questo nome la sola “verde” che fa da accompagnamento a qualche piatto di carne.

Ebbene, è sbagliato! Le tipologie di insalata possono suddividersi in vari gruppi, e possono ricomprendere anche le c.d. “erbe di campo”.

Iniziamo a distinguerle per la loro stagione di riferimento:

  • Autunno / Inverno: nella stagione fredda, le insalate più diffuse in Italia sono il radicchio, l’individa riccia e l’indivia scarola;
  • Primavera / Estate: nella bella stagione, di contro, a far la loro bella comparsa sulle tavole imbandite sono la lattuga cappuccio, il trocadero e il lollo;
  • Estate / Autunno: dal picco dell’estate all’autunno inoltrato, le insalate più gettonate sono certamente la lattuga a costa lunga e l’iceberg.

Lattuga

La lattuga è spesso conosciuta come l’insalata per eccellenza, soprattutto in alcune zone d’Italia. Il merito è del suo sapore delicato, della facile conservazione e degli infiniti abbinamenti!

Ad ogni modo, già all’interno di questo gruppo di erbe, è possibile distinguere due principali forme: la lattuga cappuccio, e la lattuga a costa lunga.

La lattuga cappuccio è la lattuga che puoi trovare in commercio con la forma più arrotondata, contraddistinta da foglie larghe e rugose. All’interno di questa categoria è poi possibile individuare la varietà iceberg e quella trocadero, con la prima che è generalmente usata per piatti caldi, grazie alla resistenza ad alte temperature.

La lattuga a costa lunga è invece la lattuga con forma allungata e consistenza bella croccante: si può mangiare cotta e cruda, ed è spesso chiamata insalata romana.

Indivia

L’indivia è l’insalata tipica del periodo invernale, con foglie di colore verde che tende al giallo: in commercio puoi trovare una forma riccia, o una forma scarola.

L’indivia riccia ha le foglie crespate e frastagliate, ed è generalmente consumata cruda, in sintonia con altre insalate. Il motivo è semplice: l’indivia riccia ha un sapore piuttosto amaro, e mangiarla in grandi quantità finirebbe con il risultare sgradevole a molti palati.

L’indivia scarola è invece una insalata a foglie lisce e larghe, frastagliate solamente sui bordi. Si può mangiare sia cruda che cotta, come ad esempio nella preparazione della pizza o di altri piatti caldi.

Cicoria

A proposito di insalate molto comuni e molto versatili, non possiamo che occuparci anche della cicoria.

Le insalate appartenenti a queste classi vengono raccolte generalmente nel periodo freddo, dall’autunno all’inverno, e seppur inglobano diverse sotto-categorie, sono di solito contraddistinte da un sapore amarognolo. La colpa (o il merito, a seconda delle tue preferenze!) è determinata dal contenuto di acido cicorico.

Per quanto concerne le qualità più diffuse, la cicoria più nota e apprezzata è probabilmente il radicchio, che può essere facilmente utilizzato per delle cotture in griglia, padella o forno (altre varietà sono invece tradizionalmente utilizzate in piatti freschi, con consumazione a crudo).

Erbe di campo

Anche se molte persone non sono portate a includerle all’interno della categoria delle insalate, in realtà anche le erbe di campo sono ben in grado di essere considerate tali. E, peraltro, sono talmente ghiotte e talmente ricche di buone proprietà che non dovresti farne a meno!

Come puoi facilmente intuire, le erbe di campo sono così chiamate poiché rappresentano una varietà di erbe che crescono spontaneamente sui campi (anche se, ovviamente, la loro coltivazione può essere indotta manualmente). Dalla melissa alla valerianella, dall’acetosella al levistico, dalla borragine al cerfoglio, dal crescione alla portulaca, sono tantissime le erbe di campo che puoi usare nella tua cucina, con un sapore unico tutto da gustare.

Come conservare le tipologie di insalata

Anche se ogni tipologia di insalata meriterebbe un cenno separato anche per quanto concerne la conservazione, possiamo cercare di concludere questo nostro breve focus attraverso qualche suggerimento comune.

In primo luogo, ti ricordiamo che dopo aver acquistato l’insalata, e aver controllato attentamente che non ci sono insetti e che l’erba è “sana” (è di colore vivace, le foglie sono ben turgide), puoi procedere con la conservazione in frigorifero. Ma come?

Innanzitutto, rimuovi l’insalata dalla confezione nella quale l’hai comprata, e riponila nel cassetto delle verdure, in frigorifero, all’interno di un contenitore, da avvolgere con un panno umido.

Così facendo prolungherai la vita dell’insalata, ma non potrai naturalmente ottenere la loro immortalità! In questo modo riuscirai infatti a prolungare l’esistenza dell’insalata, con le sue qualità, per almeno altri 3-4 giorni. Superato questo frangente, le foglie di insalata perderanno le loro proprietà.