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Impianto Eolico: impatto sull’ambiente e sull’avifauna

Pubblicato da
Eliana Cortez

Il dibattito italiano, tuttora molto acceso, sull’impatto ambientale e paesaggistico dell’eolico ha il difetto di presentare spesso connotati ideologici. In molti casi le ragioni dei favorevoli e dei contrari si scontrano senza mai trovare un comune terreno di dialogo e sembrano nascondere secondi fini non esplicitamente dichiarati.

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Questo rallenta il formarsi di una reale consapevolezza della complessità della questione energetica, in cui l’obiettivo da perseguire dovrebbe essere il raggiungimento di un giusto equilibrio tra benefici ambientali e costi paesaggistici.

  Gli impatti dell’eolico
I principali fattori da considerare, in fase di progettazione e di installazione di un impianto eolico, sono:

1. l’impatto ambientale
2. l’impatto sull’avifauna
3. l’impatto acustico
4. le interferenze elettromagnetiche

1.L’IMPATTO AMBIENTALE
Seppur rivalutato negli ultimi anni, è un grosso disincentivo all’istallazione di questo genere di impianti. Nella gran parte dei casi infatti i luoghi più ventosi risultano essere le cime ed i pendii di colline e montagne, spesso luoghi dove la natura viene protetta e dove gli impianti eolici risultano visibili anche da grande distanza, con un impatto paesaggistico in alcuni casi non tollerabile.

2.L’IMPATTO SULL’AVIFAUNA
Gli impatti sull’avifauna sono sia diretti (dovuti alla collisione degli animali con gli aerogeneratori) sia indiretti(dovuti alla modificazione o perdita degli habitat e al disturbo). Gli impatti diretti vengono generalmente valutati in termini di uccelli morti ogni anno per aerogeneratore. I valori riscontrati sono molto variabili in dipendenza della localizzazione e delle caratteristiche degli impianti (altezza delle turbine e altitudine della migrazione).

Raramente il numero di uccelli morti ogni anno per aerogeneratore è stato studiato tenendo conto anche dell’effettorimozione da parte di predatori e degradatori.L’impatto indiretto in alcuni siti ha determinato una riduzione delle densità di alcune specie nell’area immediatamente circostante gli aerogeneratori fino ad una distanza di 100-500m. Esperti segnalano chiaramente una relazione lineare tra distanza dalla pale eoliche e densità di uccelli di prateria nidificanti, con effetti almeno fino a 180 metri. Inoltre segnalano che il disturbo derivante dalle pale abbia effetti sulle attività di alimentazione e sull’uso delle aree fino a 600 metri dalle pale.

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La realizzazione di impianti eolici lungo la dorsale appenninica e in aree interessate da un consistente flusso dimigratori è una delle più gravi minacce che incombono sul futuro dell’avifauna in genere (degli uccelli rapaci in particolare) e dei chirotteri, capace di determinare estinzioni a livello regionale o, nella migliore delle ipotesi, un sensibile declino di popolazioni anche in ambienti vasti, conconseguente grave perdita di biodiversità. Tuttavia si evidenziano notizie fortemente contrastanti al riguardo.

Da una ricerca effettuata negli Stati Uniti ed estesa ai 3.500 generatori presenti nella nazione alla fine, è emersa una mortalità media annua per collisione con le turbine pari a 1,83 uccelli (0,006 rapaci) per ogni generatore. Complessivamente, questo corrisponde ad una mortalità di 6.400 uccelli in un anno, pari allo 0,01-0,02% dei casi di uccelli morti per cause non naturali in tutti gli Stati Uniti. Per avere un’idea delle proporzioni: in America del Nord, i pesticidi utilizzati in agricoltura uccidono almeno 67 milioni di uccelli l’anno, mentre una cifra compresa tra 100 milioni e un miliardo di uccelli muore per l’impatto con le strutture vetrate degli edifici e ben 39 milioni di uccelli in ogni singolo stato americano sono vittime dei gatti domestici.

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3.L’IMPATTO ACUSTICO
Attualmente le turbine eoliche ad alta tecnologia sono molto silenziose. Si è calcolato che, ad una distanza superiore a circa 200 metri, il rumore della rotazione dovuto alle pale del rotore si confonde completamente col rumore del vento che attraversa la vegetazione circostante. L’inquinamento acustico potenziale delle turbine eoliche è legato a due tipi di rumori: quello meccanico proveniente dal generatore e quello aerodinamico proveniente dalle pale del rotore.  Alcune associazioni ambientaliste criticano apertamente l’installazione dei generatori eolici obiettando sopratutto la rumorosità dei sistemi.

4.LE .INTERFERENZE ELETTROMAGNETICHE
Gli aerogeneratori possono essere fonte di interferenza elettromagnetica a causa della riflessione e della diffusione delle onde radio che investono la struttura. Per misurare gli effetti di questo fenomeno si può far ricorso sia a prove sperimentali che a previsioni teoriche. Il primo metodo consiste nel controllare, tramite rilevamenti effettuati a varie distanze dagli aerogeneratori, la qualità dell’immagine ricevuta, correlandola al livello del segnale riflesso o diffuso dalla struttura del generatore stesso. Esistono inoltre modelli matematici predittivi per calcolare i livelli del segnale riflesso e diffuso dalle strutture in movimento. Questi permettono di individuare, in maniera conservativa, una zona di rispetto oltre la quale il rapporto tra segnale e disturbo è di entità tale da non incidere sulla qualità del radioservizio stesso.

QUALI PROPOSTE PER LA REALIZZAZIONE DI CENTRALI EOLICHE IN ITALIA
Concessione di autorizzazioni solo se collegate a piani energetici elaborati per area vasta, quantomeno a livello regionale. Valutazioni dell’impatto sull’avifauna, sui chirotteri e su altri gruppi particolarmente sensibili, basate su indagini conoscitive preliminari di durata non inferiore a due anni,comprendenti definizioni quantitative e comportamentali dei popolamenti animali.

Adozione di adeguate moratorie sulle centrali eoliche da parte delle regioni almeno fino a quando non sarà stata effettuata un’adeguata valutazione dell’impatto cumulativo su scala regionale e non saranno state precisamente individuate le aree dove potranno essere installate centrali eoliche senza impatti negativi sulla fauna.

Designazione di ulteriori SIC e ZPS che garantiscano un adeguato inserimento nella rete Natura 2000 delle aree più significative ed importanti sul piano naturalistico, finora, in molte regioni, largamente insufficiente.

L’eolico è una fonte rinnovabile pienamente affermata e con ottime prospettive di ulteriore sviluppo nel breve e medio termine. Grazie a stupefacenti tassi di crescita annui e ai sempre maggiori investimenti nel settore, la tecnologia eolica sta facendo da traino all’intero settore delle energie rinnovabili.
Il motivo di questo successo è dovuto al fatto che si tratta di una tecnologia affidabile e sicura, in grado di produrre elettricità a costi competitivi rispetto alla generazione elettrica da fonti fossili e nucleari.