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Animali

Se noto un cane rinchiuso in auto posso rompere il finestrino? Risponde l’avvocato dell’Oipa

Pubblicato da
Darek Petrelli

finestrino cane chiuso in autoLa settimana scorsa vi abbiamo riportato le critiche ricevute dall’ex pilota di Formula 1 Kimi Raikkonen che si era fermato ad aiutare un cane lasciato chiuso in auto sotto al sole cocente senza però rompere il finestrino o avvertire le autorità, come invece hanno suggerito in molti sul web. Ma qual è il modo più opportuno per intervenire in questi casi?

L’avvocato Claudia Taccani, dello sportello legale dell’Oipa, ha spiegato che la prima cosa da fare è cercare di capire dove si trova il proprietario dell’auto. Qualora non si trovasse nelle vicinanze è nostro dovere contattare il 112 per segnalare la situazione. Trattandosi di un reato in corso, le forze dell’ordine hanno l’obbligo di intervenire per accertare che l’animale stia bene o per intervenire per salvarlo, se necessario.

Una cosa troppo spesso sottovalutata è il ruolo dei testimoni, che potrebbero confermare già telefonicamente la situazione di pericolo che sta correndo il cane e velocizzare così ogni tipo di intervento.

Posso rompere il finestrino se noto un cane rinchiuso in auto? E come posso tutelarmi?

Qualora le forze dell’ordine non possano intervenire in tempi rapidi o se l’animale stia già manifestando gravi sintomi di disidratazione e malessere (come respiro molto affannato, bava alla bocca, o spasmi), è possibile rompere il finestrino invocando lo ‘stato di necessità’ ed evitare il risarcimento da parte del proprietario del veicolo.

In ogni caso, sottolinea l’avvocato Taccani, è sempre consigliabile comunicare alle forze dell’ordine le proprie azioni e avere dalla propria parte dei testimoni e delle prove video per dimostrare che documentino lo stato di necessità.

Ricordiamo che lasciare un animale in auto quando fa caldo, anche per poco tempo, è un reato punibile dalla legge. In caso di violazione, scatta una sanzione pecuniaria elevata, da euro 200 a 500 euro.
Ma non è finito qui, perchè il proprietario dell’animale rischia anche di essere accusato di maltrattamenti e detenzione incompatibile di un animale (Art. 727 del Codice penale).

“Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze”

Tale norma si basa sulla tutela del senso di pietà per gli animali. L’abbandono si configura anche quando l’animale è lasciato solo per un lungo periodo, senza che nessuno si prenda cura dello stesso. C’è da sottolineare inoltre che la detenzione in condizioni contrarie alla natura dell’animale si verifica anche in caso di negligenza. Quindi non è necessario provare la non volontarietà delle proprie azioni.