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Cane

Addio a Carlotta, si è spenta dopo 18 anni vissuti interamente in canile

Pubblicato da
Darek Petrelli

addio Carlotta 18 anni in canile

Pochi giorni fa si è spenta una cagnolona molto speciale: a raccontare la sua storia sono state le volontarie dell’Associazione Gli Amici di Spino che operano nel canile di Taranto.

“Oggi Carlotta è diventata un angioletto, adesso finalmente è libera”. inizia così il triste post con il quale le sue amiche umane hanno annunciato che non c’era più.

La cagnolona ha vissuto per 18 anni, senza mai essere adottata. Da cucciola è stata abbandonata in strada e da allora non ha mai lasciato il canile. Negli ultimi 10 anni (periodo in cui le volontarie l’hanno presa in carico.) nessuno si è fatto avanti per adottarla, nonostante i tanti annunci sui social.

“Per alcuni la vita è davvero ingiusta.” hanno spiegato le volontarie che hanno raccontato che le uniche richieste per lei erano arrivate solo qualche giorno prima che morisse e solamente perchè delle foto in cui salutava una cagnolina del canile che era stata adottata erano diventate virali.

“Non abbiamo avuto modo di appurare neanche se fossero tutte serie o alcune solo dettate dal clamore mediatico che i social possono creare, ma non era ovviamente nelle condizioni di andar via”

Carlotta era troppo anziana ormai e le volontarie non se la sentivano di darla via per qualche settimana o mese per farla entrare in una casa a lei sconosciuta. “E così si è addormentata serenamente tra le braccia di noi volontarie che lei conosceva bene”.

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Purtroppo – come ci tengono a sottolineare le volontarie, la storia di Carlotta è uguale a quella che vivono purtroppo tantissimi altri cani. Nei canili vengono costretti a vivere una vita fatta di privazioni sensoriali ed emozionali.

Le volontarie hanno anche denunciato che nei tanti commenti ricevuti nel post che è diventato virale, c’era anche qualcuno che si era spinto a commentare offendendo o facendo insinuazioni sul loro lavoro. Per fortuna la maggior parte ha mostrato loro tanta solidarietà e vicinanza.

“La speranza è che la sua storia possa smuovere le coscienze. Far capire che un cane non è un oggetto da mollare o adottare con superficialità, le nascite vanno assolutamente controllate e i cani adottati per una scelta d’amore.” 

“Le trecento persone che con commenti si dichiaravano disponibili a prendere lei adesso, per coerenza e per veridicità di ciò che asserivano, dovrebbero adottare un altro cane anziano, magari un amico di Carlotta, o qualsiasi cane anziano, altrimenti questa non sarà altro che una storia che accade quotidianamente in tutti i canili del mondo e che nessuno potrà mai variare” hanno concluso le volontarie Associazione Gli Amici di Spino.