Sindrome premestruale, come ridurre i sintomi psicologici e fisici.

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La Sindrome Premestruale (PMS) racchiude diversi sintomi che coinvolgono la sfera fisica e psicologica delle donne nei 7/10 giorni precedenti la comparsa della mestruazione. Le cui cause sarebbero riconducibili anche a una sovrapproduzione ormonale da parte dell’ipofisi.

Tra i sintomi psicologici troviamo: stato di irritabilità e nervosismo, difficoltà e mancanza di concentrazione, suscettibilità, stati d’ansia, depressione. I sintomi fisici sono: cefalea, gonfiore mammario, ritenzione idrica, acne, dolori muscolari, addominali e scheletrici, asma e allergie che si acuiscono

Sindrome premestruale. Perché siamo più nervosi?
Gli stati di nervosismo e gli sbalzi d’umore sono causati da uno scompenso ormonale più o meno grave e da un abbassamento dei livelli di serotonina, che comporta agitazione, insonnia, aggressività improvvisa. La serotonina equivale ad un abbassamento di zuccheri nel sangue, in questa fase è infatti forte il desiderio di pasta, pane e cibi dolci. Nella dieta pertanto è utile introdurre pasta, riso e cereali integrali, farro, legumi (lenticchie, fagioli e ceci) e patate almeno in un pasto al giorno, per aumentare i livelli di serotonina, e di pesce, che apporta proteine nobili, indispensabili come precursori ormonali.

Sindrome premestruale. Cosa fare per ridurre i fastidi muscolari e i crampi?

I fastidi muscolari, i crampi e la tensione sono sintomi fisici ma anche psicologici, in quanto determinano uno stadio di fastidio generale, quale per esempio tensione generalizzata, movimenti bloccati, gonfiore alla pancia. Per prevenire questi disturbi possono risultare molto utili integratori a base di magnesio, che allenta le tensioni neuromuscolari favorendo la neurotrasmissione. Il calcio è un minerale fondamentale nella composizione ossea e coinvolto nella trasmissione nervosa, pertanto un apporto aggiuntivo favorisce una diminuzione dei crampi muscolari e delle contrazioni. L’introduzione degli acidi omega-3, contenuti nel pesce, nei semi di lino e nelle germe di grano, può favorire la diminuzione delle prostaglandine, che aumentano le contrazioni.

Sindrome premestruale. Cosa fare per ridurre il gonfiore?
Il gonfiore è un problema che si acuisce durante la fase premestruale, pertanto è importante ridurre il consumo di sale, di salse a base di panna, grassi e burro, evitare le acque troppo ricche di sodio. Nella dieta è utile introdurre al posto delle bevande eccitanti, infusi a base di erbe, soprattutto verbena, tarassaco e finocchio, che hanno proprietà calmanti, depurative e favoriscono una buona diuresi. I cibi quali verdure a foglia larga, finocchi, porri, insalate, pomodori, favoriscono un aumento della diuresi e quindi la possibilità di ridurre le tossine e l’accumulo di acqua nei tessuti.

La Sindrome Premestruale e la depressione
Lo stato di depressione o il ‘sentirsi giù’, tipico dei sette giorni che anticipano la comparsa delle mestruazioni, può manifestarsi in molte donne, anche in concomitanza con lo stress quotidiano o con eventi scatenanti dal punto di vista emotivo. La causa è l’abbassamento dei livelli di serotonina, di endorfine e la carenza di vitamina B6 detta piridossina, coinvolti anche in altri meccanismi fisiologici. È utile pertanto introdurre con la dieta cibi quali lenticchie, germe di grano, soia, verdure quali spinaci, cavoli, pinoli, noci e pistacchi. La capacità in particolare della piridossina è quella di agire come precursore degli ormoni endorfinici, inoltre è coinvolta nella formazione di neurotrasmettitori (quali la serotonina) e nella formazione di molecole del sistema immunitario.

La Sindrome Premestruale e l’alimentazione

Una corretta alimentazione è alla base di una vita equilibrata e sana, ma è noto che la combinazione di particolari elementi e vitamine contenuti nei cibi, riduce e previene la comparsa di molti disturbi, protegge l’organismo da alcune malattie e, anche nel caso della Sindrome premestruale è evidente come una corretta assunzione di vitamine e minerali, riduca i problemi talvolta gravi, che questa patologia comporta.
In conclusione, l’attività fisica regolare, l’introduzione di integratori e di una dieta più sana ed equilibrata possono favorire il miglioramento dei sintomi premestruali, in cui l’influenza di fattori stressanti quali studio, famiglia e lavoro, giocano un ruolo chiave.

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