Umidità di risalita capillare: soluzioni e prevenzione

umidità di risalita capillare
Cos’è l’umidità di risalita capillare? Si tratta di un fenomeno piuttosto frequente che coinvolge le murature degli ambienti interrati o dei piani terra. Il fenomeno scaturisce da una presenza eccessiva di acqua nel terreno, ma anche da una cattiva impermeabilizzazione delle fondazioni consentendo così all’acqua di risalire attraverso i capillari presenti nella muratura.  Il grado di risalita dell’umidità dipende dalla presenza di acqua nel sottosuolo, dalla porosità e capacità assorbente dei materiali da costruzione e dai fenomeni atmosferici e stagionali, per cui l’altezza dell’umidità può aumentare nei mesi freddi o piovosi, a causa della mancata evaporazione.

L’acqua di falda, l’acqua presente al di sotto della struttura edilizia, è racchiusa nel terreno; di conseguenza si sviluppano delle pressioni che si propagano nell’area circostante e quindi nel manufatto edilizio. L’acqua pertanto tenderà a penetrare nella struttura, occupando ogni minimo spazio disponibile e quindi intaccando ed indebolendo il manufatto medesimo. Il fenomeno della capillarità trasporta questa umidità in tutta la struttura.
È bene sottolineare che l’umidità di risalita capillare dipende anche dalle caratteristiche dei materiali adoperati per costruire il manufatto (mattoni, cemento armato, intonaci..ecc..)

Cosa fare per eliminare l’umidità di risalita capillare?

Si dovrà impermeabilizzare la muratura nei casi in cui:

  • Si riscontrano ristagni d’acqua nel locale preso in visione
  • Si notano delle superfici bagnate al tatto con evidenti tracce sulle dita.

Lo scopo fondamentale dell’impermeabilizzazione è quello di creare una barriera impermeabile continua ed efficace che impedisca all’acqua in pressione di penetrare nella struttura; si può intervenire sia esternamente alla struttura che internamente alla struttura

Come riconoscere le macchie di umidità determinate dalla risalita capillare?

La macchia risulta piuttosto uniforme; parte dal pavimento e si diffonde verso l’alto, inoltre il bordo della macchia è bene definito e leggibile. La macchia da umidità di risalita non sparisce al variare delle condizioni climatiche ma persiste, L’intonaco presenta dei rigonfiamenti o zone friabili o sfarinamento e presenza di salnitro (carbonato di calcio).

Quali sono le possibilità risolutive per questo tipo di umidità?

I sistemi risolutivi sono tre:

  1. Barriera chimica (con iniezione di prodotti specifici): possibile intervenire anche con iniezioni di sostanze idrofobizzanti, in questo caso il sistema di intervento risulta meno invasivo, perché non mette a rischio la solidità della struttura, ma la scelta deve sempre essere studiata
  2. Barriera meccanica (con il taglio nel muro): messe in opera mediante taglio della muratura
  3. Elettrosmosi attiva (attraverso l’applicazione di elettrodi): è possibile intervenire con il processo dell’elettrosmosi, modificando le polarità

Altro sistema che contribuisce alla asciugatura delle macchie da umidità di risalita capillare, ma non risulta risolutivo del problema è la predisposizione di intonaci macroporosi che aumentano la velocità di asciugatura delle superfici, ma non interviene nella parte interna della muratura che rimane umida se non trattata con altro sistema.
Differiscono tra loro per principio di funzionamento e per i materiali impiegati nel metodo di risanamento. Solo un tecnico può valutare quale sistema adottare, i fattori che incidono nella scelta sono: entità, posizione del danno e materiale con cui è realizzata la costruzione

Barriera chimica

La barriera chimica, o taglio chimico,rende idro-repellente una intera fascia di muro per tutto il suo spessore attraverso l’iniezione del liquido idro-repellente (normalmente resine silano-silossaniche) che ne fodera i capillari, bloccando, respingendo l’acqua in risalita.
È un sistema indicato per murature intonacate in mattoni, in pietra o sassi; vengono inserite miscele particolari all’interno della muratura per formare uno strato consistente che funziona come barriera all’acqua. Queste miscele entrano nella muratura attraverso specifici trasfusori collegati a una serie difori praticati alla base del muro, favorendone la diffusione nella sezione di muratura.
A lenta diffusione
Per essere efficace deve diffondersi lentamente, in modo da sostituirsi all’umidità, fissandosi chimicamente all’interno dei capillari e formando uno strato idrorepellente stabile nel tempo. L’intervento si esegue su muri intonacati e solo con una fase successiva, l’intonaco viene asportato dalla zona degradata. Questo sistema è alternativo all’elettrosmosi.
La barriera chimica forma uno scudo contro la risalita dell’umidità perché crea una pressione verso il basso impedendo all’acqua di risalire. La barriera chimica può essere effettuata mediante sacche predosate o mediante bussolotti in gel.
In abbinamento ad una barriera chimica è consigliabile eseguoire un intonaco deumidificante

barriera-chimica

Barriera meccanica

È un sistema adatto su pareti in mattoni e in pietra naturale. La tecnica consiste nel “distacco della muratura umida dalle fondamenta” eseguendo un taglio orizzontale nelle pareti portanti (perimetrali e interne) con l’uso di attrezzature speciali.E’ una soluzione certo risolutiva ma molto delicata da eseguire e molto invasiva, spesso poco gradita alle Autorità, specialmente in zone sismiche, dove occorre il benestare di un ingegnere strutturista.

barriera meccanica

Elettrosmosi attiva

Indicata per murature fuori terra e anche interrate. Il sistema consiste nell’utilizzo di un impianto elettrosmotico che usa elettrodi da applicare alla muratura (uno negativo posto in basso e uno positivo in alto); in questo modo l’acqua viene rimandata verso il terreno e qui trattenuta. Il sistema si basa sulla formazione di un campo elettrico, maggiore e opposto a quello naturale presente nel muro umido.
L’elettrosmosi attiva
Tale sistema è indicato sia per murature fuori terra che interrate; si basa sulla formazione di un campo elettrico, maggiore e opposto a quello naturale presente nel muro umido attraverso un impianto elettrosmotico che usa elettrodi applicati alla muratura (uno negativo posto in basso e uno positivo in alto). In questo modo l’acqua viene rimandata verso il terreno e qui trattenuta. Nel caso di pareti fuori terra,l’acqua capillare viene allontanata in verticale, mentre nel caso di pareti interrate avviene in orizzontale. L’elettrodo negativo viene posto in genere ad almeno 20 cm sotto il livello del pavimento. Parte integrante dell’impianto è la centralina elettronica che alimenta il sistema e ne permette il monitoraggio continuo.

Eosmosibarriera
Foto cortesia Ing. arch. Edgardo Pinto Guerra. Consulente risanamento edifici storici.

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