Centrali fotovoltaiche che galleggiano sull’acqua

Uno studio di architettura ha ideato un sistema per posizionare gli impianti fotovoltaici sul pelo libero dell’acqua dei fiumi e dei canali inutilizzati in maniera da azzerare di fatto il loro impatto ambientale.
Il problema che più spesso viene posto agli impianti fotovoltaici posti nei terreni agricoli è l’impatto ambientale che questi pannelli forniscono, questo aspetto senza dubbio ne pregiudica e non di poco la collocazione rendendo difficile la loro realizzazione non solo per quanto riguarda l’aspetto economico ma proprio per quel che concerne il loro posizionamento. Ecco perchè negli ultimi anni si è cercato di realizzare sempre più nuovi metodi per distribuire questi impianti nei posti più disparati. L’idea di posizionarli addirittura nei canali e nei fiumi inutilizzatti è venuto allo studio di architettura ZM che, grazie a questa idea, ha vinto il Green Dot Award.

Chiaramente i pannelli in questione non potevano essere realizzati semplicemente in acqua in punti qualsiasi perchè avrebbero potuto intaccare delle aree destinate ala pesca o attività che comunque avrebbero determinato l’impatto dei panelli. I pannelli ideati sono a forma di di giglio e chiaramente capaci di galleggiare sull’acqua. L’idea è quindi quella di sfruttare la forma a foglia come accade nella naturale fotosintesi clorofilliana. L’organizzazione dei pannelli per realizzare nel complesso l’impianto è strutturata come su una barca larga circa trenta metri e dotata di un dispositivo di inseguimento del sole.

Grazie al dispositivo installato sarà possibile sfruttare al massimo questi geniali pannelli poichè seguirà il sole assorbendo quanta più energia possibile dal sole. Affinchè non si sposti troppo lungo il corso del fiume o del canale la “barca” è ancorata a riva e può trasmettere energia da fornire a strutture che si trovano sulla costa come possono essere i porti o come spesso capita, gli insediamenti nelle aree costiere. Le idee che si sono susseguite negli ultimi anni per la riduzione dell’impatto ambientale e l’ottimizzazione delle efficienza dei pannelli sono state numerose ma pare che questa idea possa essere realmente realizzata proprio per la sua semplicità ideativa.

L’idea dei gigli infatti non è nuova ma è già stata presentata in tutto il mondo e ha trovato tanti estimatori in paesi come il Brasile o in continenti come Asia ed Est Europa. Per vedere la prima vera realizzazione dei nuovi impianti a giglio sarà però necessario aspettare che venga realizzato in Scozia dove pare che l’amministrazione di Glasgowabbia già preso provvedimenti per avviare il progetto di realizzazione della prima centrale fotovoltaica galleggiante sul fiume Clyde. Nonostante l’Italia sia un paese all’avanguardia quanto alle fonti rinnovabili sembra sia necessario attendere per vedere realizzate centrali fotovoltaiche di questo tipo nel nostro paese.

 

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