Enea: la “dieta dell’ascensore” riduce consumi elettrici e pressione

L’analisi dei dati ottenuti mostra che il consumo finale di energia connesso all’uso degli ascensori ha subito una riduzione compresa fra il 25 e il 30%, passando da 10 kWh/giorno per ascensore a 6,8 kWh/giorno

ascensore
Per sei mesi l’Enea ha messo a dieta la propria sede, coinvolgendo i suoi dipendenti nella campagna di sensibilizzazione ”No lift Days – Giornate senza Ascensore”. L’iniziativa lanciata lo scorso anno con la collaborazione con la Fondazione S. Lucia IRCCS di Roma, faceva una semplice richiesta ai partecipanti: utilizzare le scale al posto dei più comodi, ma anche più energivori, ascensori.

I risultati dell’originale sperimentazione sono stati presentati nell’ambito del lancio di “più scale meno ascensore”, iniziativa promossa dall’ISPRA per i propri dipendenti, un modo passare simbolicamente il testimone ad un altro ente di ricerca. L’Enea ha così esportato la sua “buona pratica”, grazie alla quale è stato possibile non solo ridurre i consumi energetici dell’edificio, ma anche dare una mano alla salute dei dipendenti dell’Agenzia. Nel periodo della campagna, infatti, la Fondazione S. Lucia, ha sottoposto 40 volontari dell’Enea a misure cardiometaboliche durante la salita e la discesa delle scale presso la sede, nonché a test di forza degli arti inferiori. I risultati? Al termine della sperimentazione è emerso che il consumo finale di energia connesso all’uso degli ascensori dell’edifico ha subito una riduzione compresa fra il 25 e il 30%, passando da 10 kWh/giorno per ascensore a 6,8 kWh/giorno. A ciò si aggiunge un significativo miglioramento dello stato di salute dei volontari: è sceso lo sforzo e il picco della pressione arteriosa (sia sistolica che diastolica: -5% e -2 % rispettivamente), rilevata immediatamente dopo l’ascesa di 6 piani di scale, mentre è aumentata la velocità di salita delle scale (3.5%)

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