Fulmini anti-inquinamento: lo studio

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Di recente la rivista Science e il Journal of Geophysical Research: Atmospheres hanno pubblicato un interessante studio che parla dei benefici dei fulmini. Stando ai risultati emersi dalla ricerca in questione, i fulmini sarebbero un’eccellente arma contro l’inquinamento.

Fino ad oggi le scariche elettriche prodotte durante i temporali erano considerate in grado di migliorare la situazione ambientale. Non si credeva però che i fulmini fossero in grado di produrre degli agenti ossidanti capaci di ridurre la quantità di gas tossici nell’atmosfera.

Benefici dei fulmini contro l’inquinamento: lo studio

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Il meteorologo William Brune ha guidato il team della Penn State University che ha condotto un’interessante studio sui benefici dei fulmini. Da questa ricerca sono emersi dei risultati strabilianti che nessuno avrebbe mai potuto immaginare. Durante lo studio sono stati presi in esame i dati aerei raccolti nel 2012 nei cieli del Colorado e dell’Oklahoma. A raccogliere i dati quasi nove anni fa è stato un volo della Nasa eseguito in condizioni di instabilità atmosferica.

Ai tempi si è notato immediatamente che i fulmini fossero in grado di ridurre in maniera piuttosto importante alcuni gas serra. Alcuni risultati però sono stati considerati non troppo attendibili e di conseguenza non si è dato troppo peso a quella ricerca. Ai tempi si parlò addirittura di un possibile malfunzionamento dei macchinari e della strumentazione. Tramite un comunicato William Brune ha spiegato che «Pensavamo che si trattasse di rumore di fondo, quindi abbiamo rimosso alcuni grossi segnali dal set di dati e li abbiamo accantonati per studi successivi».

Riprendendo quello che era emerso nel 2012, il team di studiosi ha recentemente notato che i fulmini sono davvero utili a ridurre l’inquinamento.

I risultati dello studio sono stati strabilianti

risultati studio

Il team di ricerca è rimasto sbalordito dai risultati della ricerca. Durante lo studio Brune e il suo team hanno confrontato i dati del 2012 con altri dati raccolti dal suolo. Da questo confronto è emerso che i dati di nove anni fa erano corretti e non errati come ci si aspettava.

Nel tentativo di spiegare quanto emerso, gli studiosi hanno effettuato numerose simulazioni in laboratorio. Da queste si è notato qualcosa di incredibile. Le scariche dei fulmini e soprattutto l’attività non visibile agli occhi umani sono infatti capaci di generare delle grandi quantità di agenti ossidanti nell’atmosfera.

I fulmini quindi generano idrossile (OH) e idroperossido (HO2), due sostanze reattive che innescano molte reazioni chimiche nell’aria. In particolare la massicci presenza di queste sostanze provoca la riduzione dell’inquinamento. Queste sostanze infatti eliminano metano e monossido di carbonio riducendo lo smog.

È quindi probabile che il surriscaldamento della Terra causi un aumento dei temporali e dei fulmini. Il nostro Pianeta infatti cercherebbe in questo modo di ridurre l’inquinamento in maniera naturale. Chiaramente questa è per ora solo una supposizione. Gli studiosi stanno cercando di raccogliere delle prove per dimostrare questa tesi che risulta essere comunque plausibile.

Brune e il suo team hanno intenzione di proseguire con gli studi prendendo in esame dati raccolti anche in luoghi diversi dagli Stati Uniti.

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