Il Ficus benjamin l’ideale per gli arredi urbanistici

Le specie di Ficus diffuse nei paesi tropicali e subtropicali sono oltre 900 e tra queste, il Ficus benjamin è una delle circa 60 specie native delle Hawaii. Ogni specie di Ficus, per diffondersi, ha bisogno di un particolare insetto impollinatore; Lʼimpollinatore del Ficus benjamin è una vespa che si riproduce esclusivamente nel territorio hawaiano pertanto, il F. benjamin, a differenza delle altre specie, non è riuscito a diffondersi in modo naturale; nonostante il limite imposto dalla natura, il Ficus benjamin è popolare in tutto il mondo perché è coltivato a scopo ornamentale.

In termini tassonomici, il Ficus benjamin fa parte della stessa famiglia del gelso, la Moraceae. Gli alberi della famiglia Moraceae sono tutti legnosi, in particolare, quello di nostro interesse è un sempreverde che può raggiungere i 10 metri di altezza. La corteccia è liscia, di un colore grigiastro per i rami principali mentre quelli secondari sono più scuri, di colore marrone.

A crescita completata, la regione più sviluppata è la folta chioma che si apre ad ombrello, inoltre i numerosi rami pendenti, raggiungendo il suolo, ricordano la struttura del salice piangente. Le foglie possono avere delle forme diverse in base alla varietà, in più si potrebbe osservare la presenza di piccoli frutti: “il Ficus benjamin è una specie che presenta diverse varietà, nella fattispecie, la comosa Kurz sviluppa frutti di colore giallo dal diametro di 0,75 pollici” (Neal 1965). Le varietà più diffuse presentano un frutto di colore rosso.

Il F. benjamin è conosciuto per la sua resistenza alla siccità (Riffle 1998) e la sua adattabilità a diversi tipi di terreno; per le coltivazioni in vaso, il terreno deve essere ben drenante per non causare ristagni idrici. Lʼacqua abbondante causerebbe grossi danni allʼintero apparato radicale.
Grazie alle sue caratteristiche e alle scarse esigenze, nelle regioni temperate, lʼalbero è coltivato anche in vaso come pianta da appartamento. Eʼ molto comune nelle aree urbane dove può essere addirittura coltivato come una siepe. Lʼunico svantaggio è recato dalle radici avventizie: si diffondono sia sopra che sotto terra e quando lʼalbero matura, le radici che sporgono dal terreno riescono ad invalidare le tradizionali pavimentazioni in calcestruzzo.

Per iniziare la coltivazione, si può partire sia dalla classica semina che con la tecnica della talea. Questʼultima tecnica è la più immediata. Prevede la formazione di talee apicali dalla lunghezza di circa 10 cm che vanno dallʼapice dei getti laterali fino al nodo, dove si svilupperanno le nuove radici. Il periodo ideale è dato dai mesi primaverili ed estivi. I giardinieri più esperti possono dare origine ad una nuova pianta, utilizzando la tecnica dellʼinnesto.

 

Considerando ancora una volta le scarse esigenze della pianta, per agevolare la crescita della chioma e per favorire le fioriture, basterà utilizzare un concime ricco dei cosiddetti “macroelementi”, in particolare ricco di azoto e potassio. Il concime dovrà essere somministrato alla pianta a distanza di 15-20 giorni. Così come la concimazione, anche lʼirrigazione va fatta a lunghi intervalli: basteranno 2-3 bicchieri dʼacqua per ogni due settimane nei periodi caldi (primavera ed estate) e ad intervallo di due mesi nelle stagioni più fredde (autunno ed inverno). Se si utilizza un concime liquido, questo potrà essere opportunamente diluito nellʼacqua così da unire lʼirrigazione allʼapporto di concime.

Per quanto riguarda la potatura, la maggior parte delle specie di Ficus, possono subire la classica cimatura dei giovani germogli. La cimatura va effettuata in primavera, cosicché, con la ripresa vegetativa della pianta, questa sarà obbligata a svilupparsi orizzontalmente, mediante la propagazione di getti laterali. Con la cimatura, la crescita della pianta viene modificata ma non del tutto alterata. In caso di piante dʼappartamento, per evitare lʼingombro e la crescita eccessiva, si può agire direttamente sui rami. Questo tipo di potatura va fatto durante la fine del periodo invernale.

Nonostante lʼalta resistenza alla siccità e alle condizioni di crescita, il Ficus Benjamin non è altrettanto vigoroso se si tratta di infestanti e malattie: la specie domestica è molto sensibile alle escoriosi (Phomopsis). Altri parassiti di questa specie di Ficus vanno dagli acari e i nematodi alle cocciniglie e i cotonelli (Pseudococcus calceolarie, Hemiptera). Eʼ altamente sconsigliato lʼuso di forti erbicidi, è vero, terrebbero a bada lʼerbaccia infestante ma il F. benjamin è particolarmente sensibile ai prodotti chimici di questo genere. Un buon trattamento preventivo potrebbe essere effettuato con insetticida e un fungicida ad ampio spettro.

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2 commenti su “Il Ficus benjamin l’ideale per gli arredi urbanistici”

  1. Ho regalato un bel alberello di ficus Benjamin a mia madre per il suo compleanno, e adesso vorremmo piantarlo in piena terra nella villetta in collina (Sicilia)… ma mi hanno sconsigliato dal farlo perché mi dicono sviluppi delle radici molto infestanti che con gli anni arrecherebbero di sicuro danni alla struttura della casa.
    Ê vero?
    Il terreno in questione `molto argilloso e roccioso.
    Quali sono le precauzioni che dovrei prendere se volessi piantarlo in piena terra?
    O è del tutto da evitare per evitare danni alla casa??
    Grazie

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