In Europa e negli Stati Uniti molti laghi sono senza ossigeno

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Una recente ricerca pubblicata su Nature ha dimostrato che l’ossigeno presente in centinaia di laghi in Europa e negli Stati Uniti è diminuito.

In pochi decenni le percentuali di ossigeno di 400 bacini lacustri analizzati sono diminuite drasticamente. La diminuzione dell’ossigeno è una questione da prendere seriamente in quanto comporta un grande rischio per gli ecosistemi e per la biodiversità. Calando l’ossigeno infatti flora e fauna faticano a continuare a vivere in quegli ambienti.

La ricerca ha analizzato la situazione dei laghi che si trovano nelle due sponde dell’Oceano Atlantico. Gli studiosi hanno scoperto che i fattori che causano il calo di ossigeno sono legati all’azione dell’uomo. Le cause principali sono infatti l’inquinamento delle acque e l’aumento della temperatura. Durante lo studio, gli esperti hanno rilevato la temperatura dei bacini lacustri e i livelli di ossigeno disciolto nell’acqua. Successivamente hanno fatto un confronto con i dati degli scorsi decenni. In particolare è stato preso in esame il periodo che va dal 1941 al 2017.

Laghi in Europa e Stati Uniti poveri di ossigeno

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Lo studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature ha dimostrato come la situazione di molti laghi europei e nord americani sia problematica. Nei 400 laghi presi in esame si è notato che l’ossigeno presente nelle acque è diminuito in media del 5,5% per quanto riguarda le acque superficiali. Per la acque profonde la situazione è peggiore. In questo secondo caso infatti il declino dell’ossigeno disciolto è addirittura del 18,6%.

La diminuzione di ossigeno nelle acque profonde preoccupa parecchio perché a breve si dimostrerà una minaccia diretta a molte specie di pesci. In particolare questo sarà un problema per i pesci che in estate si spostano verso le acque profonde per trovare temperature migliori. La mancanza di ossigeno nei fondali dei laghi rende ovviamente queste zone inospitali per gli animali marini che, di conseguenza, non potranno viverci. Il problema riguarda poi anche tutti gli altri esseri viventi che abitano i laghi.

Secondo Craig E. Williamson, uno degli autori dello studio, la percentuale di ossigeno dimostra la salute degli ecosistemi. Il calo che si è notato dimostra come l’impronta umana abbia impattato negativamente in queste zone del pianeta. Le cause sono infatti da ricercarsi in due fattori molto legati all’attività degli umani, ossia l’inquinamento delle acque dei laghi e l’aumento delle temperature.

Il problema del calo di ossigeno non riguarda purtroppo solo i laghi. Anche la situazione dei mari sta peggiorando rapidamente. Bisogna comunque dire che nei bacini lacustri la diminuzione di O2 è dalla 2 alle 9 volte peggiore rispetto alle acque marine.

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