La soppressione nei canili

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In Italia muore un randagio ogni ora e mezza. Da un video scioccante sul web, è stato denunciato un accalappiacani, in Calabria, che ha quasi ucciso un cane soffocandolo, colpevole di aggirarsi da solo per le vie del paese.

I cani senza “padrone” al fianco sono ritenuti ANIMALI RANDAGI, quindi secondo ordinanze comunali ben precise, devono essere catturati e rinchiusi in strutture specifiche, in attesa di adozione.

Purtroppo a causa del preconcetto che lega da secoli l’animale ad un’oggetto qualunque, moltissimi individui acquistano un animale confondendolo con un tenero peluche animato. Ma quando il “peluche” dimostra un proprio carattere e necessita di bisogni fisiologici ben precisi, il gioco improvvisamente finisce e da quel momento il suo destino è in mano a colui che per primo ha deciso di prendersene cura e le sue decisioni influenzeranno il corso della Vita di un’animale che è venuto alla Luce chiedendo soltanto di essere ricambiato del proprio amore.

La soppressione nei canili è ormai all’ordine del giorno. Può avvenire tramite iniezione letale nel cuore, ma spesso per risparmiare si ricorre a metodi barbari e medioevali come il soffocamento, il forno crematorio (nel quale l’animale viene inserito totalmente cosciente), l’impiccagione, l’avvelenamento, la fucilazione, la decapitazione ecc.. ecc..

Mi rattristisce venire a conoscenza che per 2000 cani rinchiusi a Green Hill, si è mobilitata tutta Italia, ma della continua e silenziosa mattanza dei loro simili in tutta Europa, soltanto poche persone ne parlano.

Di “Green Hill” ne è colmo il Mondo, non esiste alcun paese sul Pianeta in cui non esista una struttura simile; probabilmente anche il canile sotto casa tua è alla stregua di quella prigione.

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