Nuovo picco di CO2 nell’atmosfera: superata quota 419 ppm

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I laboratori del NOAA americano situato a Mauna Loa, nelle Hawaii, ha registrato il valore più alto in assoluto di CO2 nell’aria. Nel mese di maggio 2021 infatti l’anidride carbonica registrata è stata di 419,13 ppm (parti per milione).

Le quantità di biossido di carbonio attualmente presenti nell’aria sono le più alte mai registrate. Ricordiamo che le prime rilevazioni risalgono a 63 anni fa.

Quest’anno quindi la CO2 è risultata superiore addirittura a quella registrata lo scorso anno (il valore attestato era di 417,9 ppm). Rispetto a maggio 2020 quindi ora la quantità è superiore di 1,82 parti per milione rispetto all’anno scorso. Dall’ultimo monitoraggio si comprende la sempre maggiore necessità di agire per rendere l’aria che respiriamo qualitativamente migliore.

Importante tenere sotto controllo la CO2 nell’atmosfera

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La quantità di CO2 presente nell’atmosfera rappresenta un indicatore fondamentale per la qualità dell’aria. L’anidride carbonica in aria è sempre maggiore e questo causa cambiamenti climatici sempre più importanti. Questo è vero perché la CO2 è un gas climalterante in grado di intrappolare il calore e di conseguenza contribuisce all’innalzamento delle temperature. Si comprende quindi che grandi quantità di anidride carbonica in atmosferica portano a riscaldamento globale.

Gli esperti del NOAA hanno reso noto che i valori attuali di CO2 in atmosfera sono il doppio del periodo pre-industriale. Alla fine del 18° secolo infatti in aria era presenti solamente 278 ppm.

Perché la pandemia di Covid non ha ridotto la CO2 nell’aria?

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L’anidride carbonica presente nell’aria non dipende da tendenze di breve periodo. Lo scorso anno infatti a causa della pandemia di Covid le emissioni di CO2 sono risultate inferiori rispetto agli anni precedenti. Queste emissioni però sono andate ad accumularsi con quelli già presenti e di conseguenza si è arrivati al record negativo di cui stiamo parlando.

Il record raggiunto a maggio 2021 è stato previsto dal Met Office della Gran Bretagna. Di conseguenza i livelli di CO2 dell’ultimo mese non hanno stupito affatto gli esperti che, in effetti, attendevano esattamente questo. È proprio il mese di maggio di ogni anno quello in cui si registrano maggiori livelli di anidride carbonica in aria.

Un tale aumento deriva, secondo lo scienziato Richard Betts, dall’accumulo dell’anidride carbonica che continua a crescere rapidamente. Per capire la rapidità di questo accumulo di CO2 basta pensare a quanto successo negli ultimi 30 anni. La crescita infatti è stata superiore rispetto ai precedenti 200 anni. Nello specifico, in 200 anni i livelli sono aumentati del 25% e negli ultimi 30 anni sono cresciuti quasi del 50%.

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