Fame nel mondo, una panoramica completa

fame nel mondo

La malnutrizione non interessa solo il “Sud del Mondo” ma anche tutte le zone con conflitti armati.

Malnutrizione e fame nel mondo, due problemi destinati a peggiorare a causa dell’incombente crisi alimentare.

I primi dati: la fame nel mondo coinvolge 800 milioni di persone. Quello della fame nel mondo non è l’unico problema legato alla crisi alimentare: sono più di 2 miliardi le persone denutrite, affette da malattie causate da carestie alimentari.

In questa pagina spiegherò che cos’è la fame nel mondo, ti darò tutti i dati aggiornati e ti parlerò dei paesi colpiti, il cosiddetto “sud del mondo”.

Cos’è la fame nel mondo

Si parla di “Fame in Africa” e qui i dati sulla denutrizione sono più che allarmanti: nel corno d’Africa l’80% della popolazione soffre di gravi patologie legate alla malnutrizione.

I bambini subiscono i danni della fame ancora prima della nascita: le donne gravide malnutrite generano una prole destinata a una vita di miseria. Spesso il feto nel grembo materno non riesce ad accedere ai nutrienti indispensabili per il suo sviluppo, così nascono bambini sottopeso o con problemi ben più gravi. I bambini in Africa che nascono “sani”, devono affrontare il problema della fame e iniziano col perdere i capelli fino alla calvizie prematura, perdere le unghie e talvolta anche il primo strato di pelle.

Fame nel mondo: cause

In molti dei Paesi colpiti la causa è legata alle guerriglie e ai conflitti armati. Questa sembra essere la principale causa della fame nel mondo ma ne parlerò solo nel paragrafo dedicato alle regioni del mondo colpite. E’ anche vero che la fame interessa anche zone prive di conflitti, in questo contesto le cause sono altre.

Le cause della fame nel mondo e della denutrizione?
Una cattiva distribuzione delle risorse! La soluzione sembrerebbe facile: un incremento dello sviluppo agricolo nelle zone povere del globo, la protezione delle economie rurali e il contrasto della povertà mediante piani di controllo delle colture industriali.

Purtroppo in termini pratici il tema della fame del mondo è molto difficile da combattere: enti, associazioni e organizzazioni devono fare i conti con gli effetti della globalizzazione. E’ questa la vera causa della fame nel mondo.

Per combattere la fame nel mondo e aiutare i bambini poveri, bisognerà creare ecosistemi sani che stravolgono gli attuali modelli del mercato alimentare. I rimedi alla fame nel mondo mirano a combattere le disuguaglianze e gli impatti negativi che l’industria alimentare esercita su ambiente e umanità. A causa di fenomeni come la globalizzazione e il land grabbing, la crisi alimentare sta via via aumentando. Insomma: il progresso dell’occidente porta a consolidare il problema della fame in Africa e nelle altre località remote del globo.

Nessuna grande multinazionale riflette sulla gravita e sull’urgenza del problema, anche se ogni anno vengono mosse proposte, fatti convegni e raccolti fondi per iniziative.

Era il 2013, quando la Commissione delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile e la Convenzione dell’ONU sulla biodiversità biologica si sono attivate per affrontare il problema della crisi alimentare e della fame nel mondo. E’ stata creata una speciale task force ma i risultati sembrano essere ancora lontani. Nello stesso anno, a Roma, la FAO ha riunito il vertice sulla sicurezza alimentare globale e ha affrontato temi come cambiamento climatico e bioenergia.

Il tema della fame nel mondo ha numerose cause e aggravanti, infatti non può essere trattato come un problema a sé. Intorno al tema della fame del mondo si intrecciano questioni di grave impatto come i cambiamenti climatici e il land grabbing. Che cos’è il land grabbing? Significa “accaparramento di terreno”, è svolto da grandi aziende e multinazionali, ed è quel fenomeno che vede una controversa acquisizione di terreni su vasta scala, sottraendo le terre all’agricoltura e al sostentamento locale, intensificando i problemi alimentari del sud del mondo.

Tra i più recenti esempi di land grabbing vediamo come la coltivazione di mais su larga scala, mais destinato alla produzione di bioenergia e biodiesel non ha fatto altro che sottrarre terreno all’agricoltura delle zone rurali del Sud del Mondo: ecco gli effetti nefasti del land grabbing, intere tribù cacciate dalle loro case, interi terreni agricoli sfruttati dalle multinazionali occidentali per la produzione di “biocarburanti” o mangimi per gli allevamenti di bestiame.

malnutrizione

Rachitismo, malformazioni congenite e fragilità ossee accompagnano i nuovi nati. I bambini nati sani sono destinati a perdere capelli, unghie e primo strato di pelle a causa di importanti deficit nutrizionali.

Negli ultimi 50 anni la produzione alimentare è più che raddoppiata. L’espansione agricola ha raggiunto alti livelli ma le risorse sono ancora distribuite in modo malsano.

L’aumento della produzione di cibo è andato a discapito degli ecosistemi naturali che avrebbero dovuto fornire all’umanità una garanzia a lungo termine. E’ stato visto che il Nazioni come l’Austria dove è stata conservata la biodiversità naturale del territorio, i raccolti sono più elevati! Nei mari non inquinati, le acque riescono a fornire più pesci destinate all’alimentazione delle popolazioni locali.

Ci sono molti altri esempi di territori ben conservati, questi esempi dimostrano che le aree più sane e più naturali, riescono a fornire più alimenti. Un ambiente sano significa più cibo e meno crisi alimentare, meno denutrizione e meno fame nel mondo! L’attuale crisi alimentare sta solo aggravando le condizioni dell’Africa meridionale de del Sud dell’Asia. Tra qualche anno tali regioni dovranno fare i conti con i cambiamenti climatici che causerà un peggioramento.

Fame nel mondo: conseguenze

Dopo aver visto le cause, analizziamo le conseguenze della fame nel mondo e altri problemi legati alla povertà del sud del mondo. 

La fame nel mondo sta peggiorando via via che il mercato globale subisce cambiamenti. Secondo un rapporto UNICEF, ogni anno 11 milioni di bambini muoiono per cause facilmente prevedibili. La povertà costringe bambini a lavorare in condizioni estreme.

In più i dati sulla denutrizione e la fame nel mondo possono essere anche sottostimati, insomma, la situazione potrebbe essere peggiore del previsto: la maggior parte delle nascite dei bambini non vengono neanche registrate. La povertà provoca situazioni da vero allarme rosso, ne sono un esempio i bambini soldato, i bambini costretti a lavorare in miniera, lo sfruttamento minorile che costringe bambini a lavorare nei bordelli e allo sfruttamento sessuale.

Sempre stando ai dati diffusi dall’Unicef: sono 200 milioni i bambini affetti da rachitismo a causa della malnutrizione, a oltre 110 milioni di bambini è negata ogni forma di istruzione e oltre 600 milioni di bambini con età inferiore ai 5 anni deve sopravvivere con circa 70 centesimi di euro al giorno, meno di un dollaro per giorno.

In Africa oltre alla fame si trovano altre fragilità allarmanti: dei 2,8 milioni di persone morte ogni anno per AIDS, il 79% sono africani.

Nel terzo mondo 170 milioni di bambini sono malnutriti e sottopeso. 30 milioni di bambini non hanno accesso alle più semplici vaccinazioni obbligatorie e di questi 11 milioni muoiono a causa di malattie facilmente prevedibili.

La fame nel mondo è affiancata a problemi come la crisi idrica e il mancato accesso all’acqua e ai servizi igienici. Un terzo della popolazione mondiale non può accedere ai servizi igienici, non solo Africa ma anche Cina, Congo, India ed Etipia. Così sono 2 milioni i bambini che muoiono a causa di problemi legati al consumo di acqua non potabile.

Fame nel mondo: soluzioni

Esistono possibili soluzioni alla fame nel Mondo e la lotta alla povertà?

Bisognerebbe puntare a programmi volti al progresso delle zone più critiche del Sud del Mondo. Quando parlai della fame nel mondo in una quinta elementare, i bambini mi dissero che delle probabili soluzioni al problema erano legate all’agricoltura: “se hanno la terra, perché non coltivano in autonomia gli ortaggi da consumare?” Il problema è più ampio: se le popolazioni colpite non hanno acqua da bere (crisi idrica), figuriamoci per l’irrigazione degli orti!

fame nel mondo paesi colpiti

La malnutrizione è accompagnata dal mancato accesso alle risorse idriche. Nella foto, una donna indiana con un bambino.

La FAO e le altre organizzazioni atte a combattere la fame nel mondo, stanno facendo pressioni affinché si imponga un divieto per l’impiego delle coltivazioni a fine di produrre biocarburanti e per rallentare o arrestare il fenomeno del land grabbing.

In realtà, ancora oggi, non esiste una sola soluzione alla fame nel mondo, l’unico rimedio davvero efficace consisterebbe nello stravolgere l’attuale mercato, cambiare le regole economiche e i sistemi di produzione alimentare attualmente in uso. In tal modo si fermerebbe il land grabbing, rallenterebbero i cambiamenti climatici e la qualità della vita nei paesi del cosiddetto Terzo e Quarto mondo potrebbe migliorare.

L’occidente deve imparare a tutelare il Sud del Mondo. Bisogna finanziare il commercio equo solidare e anche imporre regole più rigide sui processi di etichettatura e sui controlli, in questo modo i consumatori consapevoli potranno deliberatamente scegliere quei prodotti che aiutano il sud del mondo e non quelli che lo condannano a una più lenta agonia. Abbiamo bisogno di creare regole commerciali alternative e un circuito di mercato in grado di ridurre l’impatto dei grandi produttori agro-alimentari.

E’ triste ma è vero: è la stessa industria agro-alimentare che fornisce cibo al Nord del Mondo a causare la fame nel Mondo!

Nonostante gli sforzi di enti e organizzazioni, la fame nel mondo è destinata a aumentare e si aggiungerà il problema del “sovraffollamento” o “sovrappopolazione”.

Entro il 2050 la popolazione mondiale dovrebbe aumentare di 9 miliardi e entro lo stesso anno, è stato stimato che il 50% delle terre oggi coltivabili non lo saranno più a causa dell’attuale sfruttamento e di problemi legati ai cambiamenti climatici. Al fine di arginare la crisi alimentare, la produzione di cibo dovrà aumentare del 110%, ma con quale terre? Con quale risorse? Sfruttando ancora quelle del Sud del Mondo o dei cosiddetti Paesi in via di sviluppo.

Chiaramente questo aumento non è possibile senza la messa a punto di grossi cambiamenti e l’applicazione di tecniche agricole più efficienti. La dieta occidentale ha bisogno di cambiare, è necessario essere meno dipendenti dalla carne e dagli altri derivati alimentari.

Come risolvere la fame nel mondo

L’Occidente deve limitare gli elevati sprechi di cibo! Si è stimato che ognuno di noi getta via il 30% degli alimenti che acquista, senza parlare dei grossi sprechi alimentari effettuati dalla grande catena di distribuzione. Solo con i nostri sprechi alimentari sarebbe possibile risolvere il problema fame nel mondo.

bambino soldato

I paesi colpiti da malnutrizione sono spesso gli stessi in cui non mancano bambini soldato e sfruttamento minorile.

Non solo l’atteggiamento di ogni singolo individuo dovrà cambiare ma anche i governi dovranno affrontare la spinosa questione delle proprietà terriere. Cina e molti altri Paesi del Golfo stanno effettuando trattative per l’acquisizione di più terreni, si aquistano terreni in altri paesi (incrementando il fenomeno del land grabbing) per affrontare il problema della crisi alimentare della propria popolazione senza considerare che il problema è globale!

Fame nel Mondo: cosa fare?

Tutti gli uomini sono responsabili di ciò che avviene nel Mondo. “Noi siamo il Mondo”, sembra una frase retorica ma è pura realtà, non è una frase fatta. Battersi per la tutela dei diritti umani è un dovere di tutti. Il vero progresso consiste nell’assicurare uno stile di vita dignitoso e un’alimentazione adeguata a tutti, senza parlare di assistenza sanitaria, istruzione e protezione. Tutti i bambini hanno diritto all’infanzia e i bambini soldato non dovrebbero neanche esistere!

E’ possibile fare la differenza? Posso attuare delle soluzioni per risolvere la fame nel mondo? Oltre a quanto detto nel paragrafo dedicato alle soluzioni, è possibile agire in prima linea partecipando alle campagne delle organizzazioni non governative come Oxfarm o Uniceff ma soprattutto si può fare la differenza modificando il comportamento quotidiano. Non sprecare cibo, ne’ acqua, comprare prodotti provenienti da agricoltura locale, riscoprire i mercati dell’artigianato e soprattutto capire dove e come è stato prodotto tutto ciò che acquisti.

Diffondere il messaggio e condividere i dati riguardanti al tema sulla Fame del Mondo è un altro modo per fare passi avanti. Sensibilizzare amici e parenti. Promuovere impegni e iniziative per istituire centri di raccolta di viveri destinati alle località remote del globo. Non solo, puoi anche contattare i media e diffondere il messaggio che è obbligatorio proteggere i diritti umani di tutti.

“Istigazione all’azione”
Un bambino soldato che imbraccia un fucile, un bambino malnutrito… sono immagini forti vero? Anche i bambini soldato hanno una mamma, anche i bambini affetti da rachitismo e malnutriti hanno un papà… sono certa che non vorresti essere tu quel genitore. Le immagini presenti in questo articolo raffigurano soprattutto bambini neri, ma il sud del mondo non è solo nero.

Fame nel mondo: paesi colpiti

I paesi in guerra, i cosiddetti paesi in via di sviluppo del terzo mondo e i paesi del quarto mondo. Per capire quali sono i paesi colpiti dalla fame nel mondo si usa un indice universale detto “GHI”, Global Hunger Index. Stando ai dati raccolti, le situazioni più allarmanti in tema di fame nel mondo sono nei paesi:

  1. Repubblica Centroaficana
  2. Chad
  3. Sierra Leone
  4. Madagascar
  5. Zambia
  6. Yemen
  7. Sudan
  8. Liberia

La situazione risulta con un indice “grave” nei paesi:

  1. Niger
  2. Timor Est
  3. Haiti
  4. Zimbabwe
  5. Afghanistan
  6. Pakistan
  7. Angola
  8. Etiopia
  9. Uganda
  10. Gibuti
  11. Ruanda
  12. India
  13. Guinea-Bissau
  14. Mozambico
  15. Tanzania
  16. Tajikistan
  17. Guinea
  18. Mali
  19. Burkina Faso
  20. Laos
  21. Malawi
  22. Bangladesh
  23. Costa d’Avorio
  24. Corea del nord
  25. Nambia
  26. Congo
  27. Nigeria
  28. Sri Lanka
  29. Mauritania
  30. Benin
  31. Botswana
  32. Lesoto
  33. Gambia
  34. Iraq
  35. Myanmar
  36. Andare
  37. Cambogia
  38. Camerun
  39. Nepal
  40. Swaziland
  41. Kenia
  42. Guatemala

Quanti paesi ci sono nel mondo?
Nel mondo, i paesi sovrani riconosciuti sono 196. Di questi, 50 sono colpiti pesantemente dalla malnutrizione.

A causa della guerra e di altri fattori non specificati, i dati sulla fame nel mondo per il 2017 non sono stati calcolati per zone critiche come Bahrain, Bhutan, Burundi, Comore, Repubblica Democratica del Congo, Guinea Equatoriale, Eritrea, Libia, Papua Nuova Guinea, Qatar, Somalia, Sud Sudan e Siria, queste zone potrebbero avere un GHI “allarmante” o “grave”. L’indice e l’elenco dei paesi colpiti che vedi in alto fa riferimento alla percentuale di persone malnutrite, alla percentuale di bambino sottopeso di età minore ai 5 anni e al tasso di mortalità dei bambini (sempre sotto i cinque anni).

fame nel mondo cos'è

Campo di rifugiati a est dello Zaire (Repubblica Democratica del Congo)

Nel 2015 uno studio concludeva affermando che se non c’è possibilità di ridurre i conflitti armati, non c’è possibilità di ridurre la fame nel mondo. Anche nel 2018 sono stati completati degli studi che correlano la presenza della fame del mondo ai conflitti armati: la maggior parte dei paesi con uno stato di “grave” fame è anche interessato da conflitti armati. D’altro canto, i paesi non interessati dai conflitti armati e da guerriglie (bambini soldato) sono interessati da sfruttamento delle risorse (land grabbing, bambini minatori, sfruttamento minorile) e da altri problemi come la crisi idrica.

3 Commenti to “Fame nel mondo, una panoramica completa”

  1. Mauro Di Nardo

    Nov 03. 2013

    Della fame nel mondo

    Perché mai la fame quando l’uomo dispone della crescita del cibo, e l’animale e la pianta, per attenuarla? Forse perché l’acqua come sua premessa non disposta ugualmente sulla Terra? E quindi non è qui che deve attivarsi per fare sì che cessi? Ma come può disporsi in tal distensivo senso se il suo raggio d’azione limitato alla sua comunità e sia con suoi confini sulla Terra e con sua lingua variegata in egli?

    A chi o cosa serve la sua comunità e lingua variegata se comunque sottostante al medesimo dilemma innato e inteso l’ossigeno e il cibo e l’abitazione per attenuarlo come altrimenti sua abbreviata morte? Ma può porsi detta domanda in un mondo in cui la fame è l’espressione della sua volontà e ovviando qualsiasi argomento che la denota protesa alla sempre e comunque sofferenza della sua circostanza sulla Terra?

    Cosa ostruisce la dissoluzione della fame se presente ogni circostanza per impedire una sua nascita? E la risposta non è quella che si intrattiene sulla Terra come femmina e maschio? Cioè una doppia sua in partenza espressione benché lo dicevamo sottostante all’uguale dilemma e l’ancora sua morte? Come mai si insiste cosiddetto e così sua opposizione ad ogni suo ordinamento vigente sulla Terra e sua comunità?

    Come fa ad intrattenere la comunità nella specie come la femmina nel maschio e la prima che si avvale dei ripari e rimedi del secondo ma estromettendosi e che può facilmente ravvisare con gli occhi suoi in partenza sua doppia espressione e quindi la logica che lo invalida? Come fa ad eludere la mimica facciale della femmina e come sua condanna di ogni suo avverso al suo cospetto e dopo in suo senso attivarsi?

    Come fa a prestare fede alla femmina come la tutrice della prole quando la risultanza la fame nel mondo? Farebbe costruire un ponte da chi mai si è dimostrato in grado di porlo in essere di modo che sia in partenza e arrivo quella stabilità necessaria per infine difendersi dalla morte? Ma non è così che la femmina lo critica di intrattenersi nel mezzo invece di adoperarsi per ridurlo al minimo indispensabile?

    Non è pertanto ogni sua comunità sulla Terra l’invalidare la cronologia degli eventi ed ostentando la lingua variegata la sua premessa benché la sappia un suo effetto? Come fa a risolvere il dilemma che lo impone trasformarsi in sonorità intonata altrimenti? Non è questa assurda formula che causa la fame nel mondo? Potrà mai divenire ogni suo destinatario della detta comunità in sua espressione con la lingua?

    Il divenire, come instancabilmente contestato dal filosofo italiano Emanuele Severino, non è detta assurdità e appunto pretendendo ogni suo esponente la realtà trasformata in parole? Ma come potrà riuscire in detto suo intento se pertanto ha da fare sì che le sue parole abbiano da permanere anche senza di egli e in quanto sennò spente? E cioè arrestate in mancanza di loro supporto e che solo egli può fornire?

    Non deve perciò prima formulare con sue parole una sua meta e il cosiddetto niente e a cui dopo si adegua come anche la sua base e con il suo corpo la sua espressione e via per raggiungerla? Come fa così a raggiungere qualcosa con suo arrivo la sua partenza? Non è forse questa la follia che Emanuele Severino ha ravvisato nell’uomo e maggiormente laddove al cospetto della premessa per attenuare l’innata morte?

    E cioè più vicino all’acqua e pertanto sua espressione che si limita a sospendere il suo simile ma non prima di averlo ravvisato nel dilemma che di suo costituisce sulla Terra come il privilegiato per caso ed essendo nato al cospetto dell’elemento che fa sì che la difesa dalla morte sia più dispendiosa laddove meno data la possibilità per attenuarla e appunto il flusso esistenziale che l’uomo imita principio.

    Può davvero l’uomo proporsi la sua salvezza eludendo la dinamica naturale la premessa della sua espressione? Ma stiamo dicendo che Emanuele Severino sta esprimendo che la scienza non avrà l’ultima parola e in quanto la ravvisa contare le stelle per evitarsi il recupero e parificando la femmina con il maschio ma così la medesima nel suo dispendio di energia per altrettanto costruire l’abitazione da cui latita.

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  2. Ferrante Elio

    Giu 10. 2017

    alcune considerazioni: il cibo va dove c’è solvenza e non dove ce n’è bisogno- eppure secondo osservatori sulla fame nel mondo da parte dell’Onu si produce cibo pari a quasi il doppio di quello che ci serve. Quindi vuol dire che è una questione distributiva? O che costa meno distruggerlo sul posto che donarlo?

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  3. maria rita

    Mar 21. 2018

    scusate posso sapere di chi sono queste foto? Per una richerca sui diritti dei bambini ho trovato il ritratto di quel bimbo accovacciato che mangia del cibo che sta per terra per caso sapete chi lo ha realizzato?

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