La corretta alimentazione per l’anziano

L’alimentazione nell’anziano è cruciale: è inquietante ma l’invecchiamento è un processo fisiologico che inizia fin dalla nascita e viene fortemente influenzato dallo stile di vita e dall’alimentazione. La dieta svolge un ruolo cruciale anche nell’anziano: nell’età avanzata aumentano i fattori di rischio per la malnutrizione anche se non sempre si manifestano segni clinici.

Classificazione
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha proprosto una classificazione degli anziani che comprende anche le persone di media età:
-soggetti di media età: 45 – 59 anni
-anziani: 60 – 74 anni
-vecchi: 75 – 90 anni
-grandi vecchi: >90 anni

Con l’avanzare dell’età si modificano tutti i processi biochimici e matabolici dell’organismo. La digestione e l’assorbimento dei nutrienti sono influenzate dalla riduzione della funzione gastrointestinale. Nell’anziano, anche il fabbisogno energetico si riduce: il metabolismo basale cala del 20-30% nella massa metabolicamente attiva. In più vi è una minore attività fisica svolta.

Dopo i 70 anni la possibilità che il bilancio di azoto si negativizzi è molto alta, e per questo che una corretta nutrizione nell’anziano prevede un congruo apporto proteico. Le proteine devono derivare sia da cibi di origine vegetale che animale.  Molti farmaci possono interferire negativamente sullo stato della nutrizione.

Dai 45 anni in su, è opportuno evitare un eccessivo consumo di acidi grassi saturi. Al contrario dei grassi, l’apporto dei carboidrati consigliati non cambia con l’avanzare dell’età. Ovviamente chi presenta alterazioni del metabolismo glucidico (es. diabete), dovrà prestare attenzione agli alimenti ricchi in zuccheri semplici. La stessa premura va applicata anche dalle persone che hanno un diabetico in famiglia: con l’avanzare dell’età la glicemia è regolata più difficilmente dall’organismo.

La corretta alimentazione: calcio, ferro e zinco
La dieta dell’anziano deve essere ricca di sali mineralli, in primis il calcio, soprattutto nella donna.
La carenza di calcio favorisce l’insorgenza di osteoporosi, causa di fratture. Per ridurre il rischio di osteoporosi si consiglia:
-consumare alimenti ricchi di calcio (es.: cavolfiore)
-consumare caffeina in quantità moderata
-assumere acque minerali carbonato-calciche
-evitare l’eccesso di alcol
-non fumare
-esporsi al sole
-effettuare un moderato programmi di attività fisica

Il ferro deve essere assunto in quantità di 10mg al giorno. Una carenza di ferro può causa apatia e facile affaticamento sia nell’anziano che nel giovane. La carenza di zinco comporta una ridotta cicatrizzazione delle ferite, è importante somministrare la giusta dose di zinco soprattutto se il paziente è costretto a letto.

La giusta alimentazione: le vitamine
Spesso la carenza di vitamina B12 e acido folico possono essere causate dall’abuso di alcol, all’assunzione di farmaci o alla gastrite atrofica, condizione frequente nell’anziano. I cibi troppo cotti possono portare un’insufficiente apporto di vitamina C. Mentre la mancata esposizione al sole può causare una carenza di vitamina D. La giusta alimentazione, sia nell’anziano che nell’adulto, prevede un adeguato introito di vitamine mediante il consumo di cibi freschi come frutta e verdura, non devono mancare carni, pesce e uova.

La corretta alimentazione, nell’anziano e nel giovane, prevede un limitato consumo di sale da cucina e di alimenti ricchi di sodio come salumi, alimenti in scatola e formaggi.

Un anziano può bere alcol?
Sì, sempre in modo moderato e sempre tenendo conto delle eventuali patologie (es. epatiti) che lo vietano. Negli uomini è consentita l’assunzione di 30 g di alcon al giorno e nelle donne 25 g.

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