“Cruelty-Free”, la bugia dell’Industria Cosmetica

E’ ridicolo che alcune aziende hanno ancora la necessità di maltrattare gli animali per testare i propri prodotti. Gli animalisti si oppongono alle pratiche barbariche dell’Industria Cosmetica così che questa ha ideato un marchio furviante.

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La dicitura “Cruelty-Free” di cui si vantano alcune aziende non ha alcun significato concordato. Le aziende possono deliberatamente utilizzare la dicitura Cruelty-Free se ritengono che i loro test su animali non siano abbastanza nocivi. Purtroppo non esiste una definizione per il marchio “Cruelty Free” e per diciture analoghe, niente che regola l’applicazione di tale dicitura sulle etichette.

Ad esempio, le aziende potrebbero inserire la dicitura “Cruelty Free” riferendosi solo al prodotto finale e non a specifici ingredienti e purtroppo, la maggior parte delle sperimentazioni su animali, avviene a livello dei singoli ingredienti e non del prodotto finito. O ancora, l’azienda non effettua alcun esperimento nei propri laboratori ma finanzia studi esterni affinché possano eseguire dei test per loro.

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Mascara, deodoranti ma anche dentifrici… è sconcertante scoprire che la gran parte di questi prodotti sul mercato sono testati su animali. Anche i detersivi sono testati su animali… che bisogno c’è di testare un detersivo per lavatrice su un coniglio?

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La gran parte di prodotti realmente non testati su animali, di solito, non si trova sugli scaffali di un supermercato e sono prodotti da case indipendenti. Case che potrebbero irrompere sul mercato e diffondersi più velocemente se i leader del settore specificassero in modo più trasperente che i loro prodotti sono testati su animali, in tal modo, l’utenza sarebbe spinta a cercare un’alternativa così da dare più potere alle aziende che sono realmente Cruelty-Free.

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Frankie Trull, presidente della Fondazione per la Ricerca Biomedica, ha affermato che

“Quasi tutti gli ingredienti principali che attualmente si trovano nei cosmetici sono stati testati su animali. Oggi sono condotti meno esperimenti su animali, tuttavia, in alcuni casi, i modelli animali sono indispensabili per testare gli ingredienti e garantire che essi non possono causare danni alle persone.”

Indispensabili o no, c’è da dire che i cosmetici non testati su animali, spesso sono molto pià naturali e biologici e talvolta anche economicamente più convenienti. Dunque quello “Cruelty Free” è un marchio che genera confusione e non informa realmente il consumatore… quindi come fare a distinguere le aziende e i prodotti testati su animali dalle case che non effettuano alcun test? Ecco due utili documenti in PDF.

Aziende che conducono test su animali —> pdf
Aziende che NON conducono alcun test su animali —> pdf

Fortunatamente, l’11 marzo 2009, l’Unione Europea ha vietato alcuni dei più crudeli test che le aziende cosmetiche facevano su animali, vale a dire i test di irritazione, di sensibilità ai raggi uv e test per la tossicità acuta. Inoltre l’UE vieta anche l’importazione di prodotti che sono stati testati in questo modo. La legge dell’Unione Europea è una magra consolazione, i tre test citati sono solo alcuni degli innumerevoli esperimenti condotti su cavie ma almeno in questo siamo un passo avanti agli Stati Uniti.

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