Equinozio d’Autunno: cos’è, quand’è e curiosità

Equinozio d'Autunno

Le giornate si accorciano, le temperature si abbassano, i colori della natura cambiano radicalmente. Tutto questo vuole dire solo una cosa: l’estate sta finendo e sta arrivando l’autunno. Il processo è ovviamente graduale, ma esiste un giorno specifico che sancisce il passaggio dalla stagione estiva a quella autunnale. L’Equinozio d’Autunno è il giorno che determina questa transazione.

La data di questo giorno non è sempre la stessa, infatti questa varia ogni anno e può oscillare tra il 21 settembre e il 24 settembre. Questo fatto dipende dalla diversa durata del calendario annuale. Quando sarà allora l’Equinozio d’Autunno nel 2021? Nel corso dell’articolo parleremo anche di questo. Non vi resta che continuare a leggere per imparare tutto quello che c’è da sapere su questa giornata che determina la fine dell’estate e l’arrivo dell’autunno.

Cos’è l’Equinozio d’Autunno

Cos'è l'Equinozio d'Autunno

L’Equinozio d’Autunno è l’esatto momento in cui l’orbita della Terra intorno al Sole vede quest’ultimo perpendicolare allo zenit dell’equatore terrestre. Durante l’anno di equinozi ce ne sono due: uno è quello d’Autunno e uno è quello di Primavera. Il primo cade a settembre e il secondo cade a marzo. Insieme al Solstizio d’Inverno e al Solstizio d’Estate, gli equinozi segnano il passaggio da una stazione all’altra.

Nell’emisfero boreale (cioè il nostro), l’equinozio di settembre determina il passaggio dall’estate all’autunno e l’equinozio di marzo segna il passaggio dall’inverno alla primavera. Nell’emisfero australe accade invece esattamente il contrario.

Al Polo Nord durante l’Equinozio autunnale il Sole passa da un giorno lungo 6 mesi a una notte lunga 6 mesi. Al Polo Sud succede chiaramente il contrario. Qui si passa da un periodo di buio lungo 6 mesi a un periodo di luce lungo 6 mesi.

Significato della parola “equinozio”

La parola “equinozio” deriva dal termine latino aequinoctium. Questa parola di origine latina è formato dall’aggettivo aequus, che significa uguale, e dal sostantivo nox, che significa notte. Quando si parla di equinozio quindi si intende il momento in cui la durata del giorno è la stessa della notte.

Il significato etimologico della parola “autunno” deriva dal verbo augere che significa aumentare. Questo sta ad indicare l’arrivo di una stagione ricca di frutti che arriva dopo l’estate e accresce le risorse delle persone che lavorano la terra. L’autunno è da sempre considerata la stagione delle celebrazioni dell’abbondanza proprio per via del ricco raccolto che regala.

Quando è l’Equinozio d’Autunno

Quando è equinozio autunno

La data dell’Equinozio d’Autunno non è la stessa ogni anno, infatti questa oscilla tra il 21 settembre e il 24 settembre. La variazione dipende dalla diversa durata dell’anno solare rispetto a quella del calendario. Il Pianeta Terra infatti compie intorno al Sole un’orbita di 365,25 giorni, invece il calendario dura ogni anno convenzionalmente 365 giorni. La variazione della data dell’Equinozio dipende quindi dal fatto che ogni quattro anni c’è un anno bisestile e febbraio ha 29 giorni anziché 28 come di consueto. A cambiare chiaramente non è solo il giorno ma anche l’ora esatta in cui avviene l’Equinozio.

L’Equinozio d’Autunno nel 2021 cadrà il 22 settembre alle ore 19.21. Lo scorso anno invece il passaggio tra la stagione estiva e quella autunnale è avvenuta un giorno prima. Le tavole astronomiche mostrano che per avere l’Equinozio il 21 settembre sarà necessario attendere il 2029.

Come si comporta la natura nel periodo dell’Equinozio

Natura durante l'equinozio
Le mele sono il frutto tipico della stagione autunnale

L’influenza che l’Equinozio autunnale ha nei confronti della natura è veramente molto grande. Nell’agricoltura infatti questa giornata stabilisce la fine del raccolto e rappresenta anche la festa del secondo raccolto. Nell’allevamento i pastori che praticano la transumanza tornano nelle zone di origine.

I cambiamenti che ci sono in natura durante il mese di settembre sono davvero molti anche nella natura non legata all’uomo. Gli animali si preparano all’inverno facendo provviste oppure iniziano a migrare verso Sud per raggiungere luoghi più caldi. Le foglie delle piante iniziano a tingersi di arancione, giallo e rosso, infatti questi sono i colori tipici dell’autunno.

Le ore di sole diminuiscono e le giornate si accorciano sempre di più. Allo stesso tempo anche le temperature si abbassano. Questo non deve far pensare che la natura in autunno si “spenga”, al contrario questa stagione è davvero ricca per via anche della vendemmia e della raccolta delle olive.

Nel periodo dell’Equinozio è possibile raccogliere piante officinali come il tarassaco e l’angelica che permetteranno di preparare deliziose tisane in inverno. Tra i frutti, quelli tipici del periodo sono le mele e le pere. Con l’avanzare dell’autunno i frutti aumenteranno e saranno pronti tutti quelli tipici della stagione come le zucche, tipiche di ottobre.

Chi desidera seminare qualcosa può farlo. In luna crescente è possibile seminare crescione, rucola, prezzemolo e basilico. In luna calante invece si possono seminare invece radicchio, spinaci, rape, valeriana, barbabietola da zucchero e bieta.

L’autunno è anche periodo di potatura. Proprio in questa stagione si devono potare le piante per ottenere dei bellissimi fiori durante la primavera. Trattandosi di un periodo di riposo vegetativo per le piante, è bene sfruttare il mese di settembre per sistemare le piante.

Equinozio d’Autunno: gli antichi riti ad esso dedicati

Foglie d'autunno

L’Equinozio d’Autunno determina un momento davvero unico dal punto di vista astronomico. Per questo motivo gli antichi hanno dedicato molti riti a questo evento che gli consentiva di scandire il tempo correttamente.

Antichi Greci e Antichi Romani

Gli antichi Greci festeggiavano con le Lampadoforie, gli antichi Romani invece festeggiavano con i Vulcanali. Entrambe erano due corse che venivano svolte tenendo in mano delle lampade in grado di fare luce grazie al fuoco. Le feste erano infatti dedicate alle loro divinità del fuoco e avevano lo scopo propiziatorio di regalare luce e calore in vista dell’arrivo del freddo e del buio.

Queste feste sono state poi rimpiazzate da riti dedicati al Dio Mitra, originariamente una divinità persiana che è entrata anche nel culto romano e greco. Anche qui il fuoco era presente e protagonista dei festeggiamenti. Due persone erano incaricate di portare ognuna una fiaccola. Una persona ne portava una in alto (per testimoniare l’Equinozio di Primavera) e una persone ne portava una bassa (per testimoniare l’Equinozio d’Autunno).

La festa dei Celti

Gli antichi sacerdoti Celti, conosciuti come druidi, festeggiavano Mabon ossia il dio dei raccolti e della vegetazione. Durante questo rito di solito i Celti si radunavano nel bosco dove bevevano birra e mangiavano tutti insieme del pane fatto in casa. Sia il primo sorso di birra che il primo morso di pane erano offerti a Madre Terra come dono.

I Celti avevano anche una festa che si chiamava Alban Elfed (Luce d’Autunno) o Alban Elued (Luce dell’acqua). Questo rito antico era dedicato alla fine del raccolto che coincideva proprio con l’arrivo dell’autunno. La simbologia di questa festa era davvero incredibile, infatti rappresentava il Sole che scende nell’acqua. Questo stava a rappresentare esattamente quello che stava accadendo nella realtà dove le giornate di sole lasciavano spazio a più ore di buio.

La festa di San Michele Arcangelo per i Cristiani

Con il trascorrere del tempo è arrivato il Cristianesimo a sostituire molti dei culti pagani del passato. La religione Cristiana ha una festa che cade sempre il 29 settembre: quella di San Michele Arcangelo. Questo santo era il capo degli angeli che sconfisse Lucifero grazie alla sua grande luce. Si tratta di una festa di origine rurale molto sentita soprattutto in passato nel Sud Italia.

La scelta di celebrare questa festa proprio all’inizio dell’autunno non è stata casuale. Il santo aveva il potere di dividere il bene dal male proprio come in natura durante l’Equinozio cadono i rami secchi e ne crescono di nuovi.

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