Fukushima, il costo emotivo si paga con la vita

paura nucleare

Terremoto, Tsunami, panico nucleare, evacuazioni… un uomo non ha retto lo stress e si è suicidato. La crisi nucleare non è solo una catastrofe ambientale ma anche psicologica.

Per avvicinare i lettori al dramma che vivono le popolazioni giapponesi, abbiamo già pubblicato la testimonianza di una donna sopravvissuta sia alla catastrofe di Hiroshima che al recente panico nucleare di Fukushima. Questa volta la storia non sarà di un sopravvissuto, bensì di un uomo che preso dalla disperazione si è tolto la vita.

L’uomo viveva nella prefettura di Iitate, un villaggio nei pressi del Reattore Nucleare N. 1. Quando è stato ordinato il piano di evacuazione, l’uomo non ha retto e martedì scorso si è tolto la vita.

L’uomo aveva discusso più volte sia con suo figlio che con la moglie. Era turbato, non voleva lasciare la sua abitazione e quando si è trovato “costretto” ha preferito il suicidio.

La notizia è stata pubblicata ieri sul Manichi JP. E’ terribile vedere tanto dolore; pensare che qualche membro ecclesiastico, appoggiato da “Radio Maria”, ha osato definire la catastrofe di Fukushima “una punizione divina” per i peccati del popolo.

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