Maltrattamento Animale, l’Unione Europea agisce

L’Unione Europea ha inoltrato un avvertimento preliminare a tutti i paesi che operano pratiche disumane su animali. L’avviso è chiaro: porre fine immediatamente a queste pratiche.

Il Parlamento Europeo ha inoltrato una dichiarazione scritta chee invita la Commissione degli Stati Membri a sviluppare delle strategie globali per la gestione della popolazione canina dell’UE. La dichiarazione scritta arriva dopo la presa di coscienza: in Europa ci sono troppi canili che praticano l’abbattimento di animali randagi, un esempio è dato proprio dal recente olocausto messo in atto dall’Ucraina.

Non solo in Ucraina, ma in molti stati dell’UE gli animali randagi vengono bruciati vivi o avvelenati. Soffocati e uccisi con pratiche disumane. E’ questo che intende fermare il parlamento europeo. Un altro neo di cui si occuperà l’Unione Europea è il commercio illegale, fenomeno in grande crescita anche in Italia.

Cucciolo in canile inglese, credits bbc.co.uk

Cuccioli malati, mutilati e trasportati illegalmente da una frontiera all’altra. Chiusi in gabbie dalle dimensioni ridottissime, ammassati in container senza alcun dirirtto ne’ cura. E’ per questo che la comunità europea deve agire, per garantire il benessere di cani e gatti. L’UE ha coinvolto anche l’IFAW (fondazione internazionale per il benessere degli animali). L’IFAW è felice della presa di posizione dell’UE. Kate Nattrass Atema, Direttore della Campagna dell’IFAW, afferma:

IFAW è stato strettamento coinvolto nella stesura della Dichiarazione del Parlamento Europeo. Le pressioni dell’UE sono indispensabili, crediamo nel sostegno del Parlamento perché porterà ad un gran miglioramento che prevede il benessere di circa 120 milioni di cani e di gatti dell’intera Europa.”

Le conclusioni riguardo il benessere dei cani e dei gatti europei sono state tratte alla fine del 2010. Queste conclusioni non potevano fare altro che spingere la Commissione Europea a battersi per i diritti degli animali e così è stato: la messa in atto di strategie per la tutela degli animali è il secondo passo dell’UE.

Secondo l’Articolo 13 dell’UE, anche noto come Trattato di Lisbona, gli animali sono essere senzienti e l’Unione Europea deve lottare per il benessere degli animali, nel diritto, nella politica e sul campo. Le strategie abbracciano tutti e tre i settori: politico, legislativo ed esecutivo.

La mancanza di leggi comuni per tutta l’UE, facilita il commercio illegale di cuccioli, il trasporto di animali da est ad ovest delle frontiere. -ha continuato così Atema- Fino al 95% dei cani importati nei Paesi Bassi, provengono dall’Europa orientale, dove gli standard sono bassi e le condizioni dei cuccioli sono deplorevoli. Le malattie zoonotiche come la rabbia, non sono gestite adeguatamente. La popolazione canina è in pericolo e questa dichiarazione ci aiuterà a rispondere in modo adeguato e soprattutto, ci aiuterà a raggiungere standard elevati per un trattamento animale più sano e dignitoso”

IFAW è convinto che la comunità europea riuscirà a raggiungere ottimi risultati in poco tempo. Ogni animale ha diritto ad una tutela adeguata, ed è quello a cui mira l’UE. Tutela adeguata signidica che ogni animale, non importa di quale Stato, non importa a chi appartenga, ma ogni animale deve avere accesso a cibo, acqua, riparo opportuno, compagnia e cure veterinarie per il mantenimento del suo benessere psicofisico, i canili devono cambiare. I cani randagi che di solito sono di proprietà dei comuni, devono ricevere adeguata tutela con la presenza di enti e organi che possano provvedere a dare rifugio e ristoro ai cani. Secondo il rapporto dell’UE deve essere garantita anche la salute e la sicurezza pubblica.

Link | IFAW

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