Chernobyl, 29 anni dopo si apre un nuovo reattore

tragedia di chernobyl

Era l’aprile del 1986 quando esplodeva il reattore di Chernobyl, ancora oggi si registrano presenze di radioattività nella zona e nonostante tutto, in Russia si continua a parlare di Nucleare e si costruisce un nuovo reattore.

“Si continua a vivere in aree contaminate e a sviluppare patologie tumorali in Bielorussia, Russia e Ucraina, mentre va avanti la costruzione della nuova centrale nucleare bielorussa

A quasi 30 anni di distanza dall’incidente nucleare di Chernobyl la situazione in Bielorussia, Russia e Ucraina è ancora gravissima. Ancora 5 milioni di persone vivono in zone radioattive, dove i livelli di contaminazione continuano ad essere elevati soprattutto nelle derrate alimentari, provocando tumori e leucemie soprattutto nei bambini, che sono i soggetti più vulnerabili.

Anche se sono passati 29 anni dall’incidente del 26 aprile 1986 – spiega Angelo Gentili, responsabile Legambiente solidarietà – la situazione continua a essere preoccupante e le persone, soprattutto i bambini, continuano ad ammalarsi. E come se non bastasse, a questo scenario allarmante si somma anche l’insensata costruzione della nuova centrale nucleare di Ostrovets, nel nord della Bielorussia, a soli 55 km dal confine con la Lituania”.

Nemmeno la questione urgentissima della messa in sicurezza della centrale di Chernobyl è stata risolta e si è tutt’ora alle prese con i lavori di costruzione del nuovo sarcofago. Il reattore in pessime condizioni è infatti una vera bomba a orologeria che deve essere subito disinnescata. Eppure era previsto un nuovo sito di contenimento per arginare ai terribili danni delle radiazioni , per il quale erano stati fatti anche delle donazioni, dove saranno finiti i soldini? Anzi, i soldoni, dato che si  parla di centinaia e centinaia di milioni di euro Chernobyl, entro il 2015 un nuovo sito di contenimento.

L’impegno di Legambiente per aiutare i bambini di Chernobyl intanto continua con il Progetto Rugiada. “Ogni anno riusciamo a inserire 100 bambini provenienti dalle zone contaminate nel nostro progetto – racconta Gentili – e a garantire loro ospitalità in un centro all’avanguardia, situato in una zona non contaminata della Bielorussia, dove i bambini possono fare attività didattiche, mangiare cibo sano ed essere sottoposti a controllo sanitario. Inoltre, stiamo lavorando ad un progetto che prevede la creazione di serre controllate nelle scuole delle zone contaminate per la produzione di frutta e verdura non contaminata destinata agli studenti”.

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Quali sono i danni delle radiazioni?
Tutto ciò che c’è da sapere sui danni delle radiazioni potete apprenderlo nell’articolo dedicato al Disastro di Fukushima.

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